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Scritto da Redazione    Domenica 25 Dicembre 2016 19:57    Stampa
Tredici sacerdoti denunciano, rete stradale disastrosa
sottocosta - Cronaca Molise
In una lettera i religiosi chiedono il miglioramento delle arterie stradali del basso Molise.
StradaFranaACQUAVIVA COLLECROCE - "Sempre più grave lo stato di disagio e precarietà della rete stradale dell'area compresa tra il Biferno e il Trigno e che si estende dalla costa molisana all'entroterra". La denuncia arriva da 13 parroci della zona pastorale che va da Montenero di Bisaccia a Castelmauro che chiedono interventi di miglioramento delle arterie viarie interne al Basso e Medio Molise, sempre più in declino e pericolose annunciando anche iniziative eclatanti entro breve tempo.
 
"Parliamo di un territorio abbastanza ampio, che parte da Petacciato e arriva fino a Lucito, passando per i paesi interni con conseguenti difficoltà di spostamenti tra i paesi e pericoli per chi si mette in viaggio, soprattutto nella stagione invernale - scrivono in una lunga lettera i sacerdoti -. Ci dobbiamo rassegnare ad un completo stato di abbandono, dimenticati e definitivamente emarginati? Un anno fa sollecitavamo, con la nostra prima lettera aperta, un supplemento di attenzione ed abbiamo ottenuto un pubblico incontro il 07 gennaio scorso a Mafalda. A volte si discute sulle competenze degli enti preposti alla manutenzione delle nostre strade, discussione che sfiora il ridicolo quando le responsabilità vengono palleggiate con troppa disinvoltura e senza raggiungere nessun risultato concreto. È chiaro che così non si può continuare: occorre uno scatto di orgoglio da parte di tutti e cercare di aggredire i problemi e cercare soluzioni".

I tredici religiosi sottolineano di essere a disposizione per favorire iniziative di miglioramento della situazione attuale che va ad aggravare anche lo spopolamento dei centri interni del Molise. "Rinnoviamo il nostro impegno ad ascoltare e dialogare con tutti, ma siamo anche pronti a compiere qualche gesto eclatante - hanno concluso i sacerdoti - per richiamare l'attenzione della pubblica opinione, la più ampia possibile, sulla situazione disastrosa della nostra rete viaria. Non è una minaccia né una forma di ricatto ma un forte segnale che serva a scuotere le coscienze di tutti, specie quelle che ci sembrano addormentate o distratte".
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