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Scritto da Paolo Marinucci    Domenica 28 Maggio 2017 14:54    Stampa
Termoli, Marinucci: dal fantomatico "Centro-Sinistra" in Comune solo attacchi sterili
Termoli - Politica Termoli
NoTunnelxStumpoTERMOLI - Cara Marcella, il motivo per cui scrivo non è di sicuro quello di prendere le tue difese (e quelle di Edoardo) perché ritengo non ce ne sia bisogno: tutti conoscono la passione e la generosità con cui in questi ultimi anni hai dedicato il tuo tempo per tenere alta l’attenzione su temi importanti e centrali del nostro territorio.
Mi spinge a scrivere la lettura di ciò che pensa una “parte” di questa maggioranza (che si definisce di centrosinistra) nell’articoletto “composto” da sterili, non contemporanee e decontestualizzate comunicazioni contro chi, come Marcella, si impegna per il bene comune.

Sì, perché i gentili consiglieri che hanno firmato quel documento non hanno colpito Marcella. Hanno di fatto colpito tutti noi (nessuno escluso) che in momenti e per situazioni diverse siamo stati fautori motivati, impegnati e senza nessun tornaconto personale, della costruzione di un mondo “alternativo”. I nomi sono tanti. Pur non facendo torto a nessuno ma nel rispetto di tutti oggi avrei potuto scrivere questo pensiero per Nadia, per Antonio, per Nino, per Aldo, per Marcello, per Lucia, per Luigino e per tanti altri cittadini termolesi e non solo che ci hanno messo la faccia per dare un contributo alle tante “cause” di questo territorio.

Cari consiglieri, non mi dispiace dirlo, anche perché per molti di voi non è un segreto: altro che amministrazione di centrosinistra! Nel vostro articolo traspare un chiaro segnale di come immaginate e ragionate. “Questa è casa mia e qui comando io!”. “Chi è contro di me, lo neutralizzo con attacchi mirati”. Anche se, in questo caso, pure la mira avete sbagliato: titolate contro Marcella e poi finite a parlare del marito. Semmai ci sarà una prossima volta almeno “non uscite fuori tema”.

Invece di ascoltare, comprendere e accompagnare quel “dissenso” che è sale per una democrazia, vi siete arroccati nelle vostre posizioni di comando. L’amaro più profondo è proprio questo. Ripeto: l’articolo avrebbe potuto colpire chiunque di noi. Oggi è stato il turno di Marcella. Il problema più grave sapete qual è? Che mentre noi abbiamo studiato approfonditamente le vostre carte e le vostre proposte, voi non vi siete curati minimamente di studiare o a capire le nostre. Altrimenti non ci avreste etichettato come “il solito no senza proposte”.

Noi un’idea di territorio ce l’abbiamo e in molte occasioni ve l’abbiamo indicata. Ma forse eravate disattenti. O forse fate “orecchie da mercante” per poter andare avanti con le vostre idee solo perché avete “vinto le elezioni”. Il tempo dei “podestà” è finito da un pezzo. A mio avviso, e non solo mio, una buona amministrazione è quella che sa ascoltare il suo popolo, non quella di chi si ostina a perseverare nei suoi intenti.

Sinceramente sono molto deluso in qualità di amministratore e di cittadino di come un’istituzione che dovrebbe dare l’esempio gestisce i rapporti con il suo popolo. Caro Mario Orlando (primo firmatario) ti vanti sempre, e a ragione, di essere stato sempre presente quando si lottava contro l’installazione della centrale turbogas. Allora la cara Marcella con altri si prese una denuncia per aver bloccato binari della ferrovia, tra le altre cose. Come ti saresti sentito se un consigliere di allora avesse fatto un articolo su di te contestando la tua lotta “legittima” contro la turbogas con “illazioni o informazioni buttate nella mischia” su un componente della tua famiglia?

Fortunatamente ho un’altra idea di gestione del territorio ma soprattutto di rapporto con i miei concittadini. Motivo per il quale sono felicemente in opposizione a voi e a chi pensa di avere il diritto di “tacere” e “comprimere” un dissenso articolato, pensato e vissuto sulla propria pelle con quattro righe su un foglio di carta. Dalla mia piccola esperienza di politica istituzionale ho capito una cosa. Che oggi “comandi” tu, ma domani “comanda” un altro. Oggi il dissenso è mio e domani sarà il tuo o il nostro contro scelte non condivise sul nostro territorio. Motivo per il quale forse sarebbe più utile imparare a confrontarsi con chi la pensa diversamente, senza alzare barricate.

Paolo Marinucci
Consigliere comunale
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