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Scritto da Redazione    Mercoledì 27 Marzo 2019 12:39    Stampa
Polizia sequestra beni per 4 mln e 300 mila euro. Nove indagati per frode
sottocosta - Cronaca Molise
poliziaCAMPOBASSO - La Squadra Mobile della Questura di Campobasso, in collaborazione con i funzionari dell’Ufficio Controllo dell’Agenzia delle Entrate della Direzione Regionale del Molise e di personale della Guardia di Finanza appartenente alla sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica, hanno eseguito  una ordinanza di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili fino a concorrenza di oltre € 4.300.000 nei confronti di nove indagati.
I sequestri hanno riguardato beni immobili , autovetture, società e conti correnti riconducibili agli indagati.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del Riesame di Campobasso a conclusione di una ampia attività di indagine di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso e finalizzata a contrastare il fenomeno dell’importazione parallela di autovetture di provenienza estera immatricolate in Italia in frode all’IVA e fa seguito ad un precedente decreto di sequestro emesso dal G.I.P. del capoluogo per sequestri già eseguiti per oltre € 800.000.

Nei confronti di due degli indagati il Tribunale del Riesame, in accoglimento della richiesta del Procuratore della Repubblica , ha emesso altresì due misure cautelari personali del divieto dimora, una per la Regione Molise e l’ altra per la Regione Molise e Campania, al fine di prevenire  il reiterarsi dei reati ; tuttavia tali misure non sono ancora eseguibili in attesa dei termini di legge.
Le indagini congiunte della Polizia di Stato e dell’Agenzia delle Entrate sono iniziate nel 2016 proprio a seguito di una segnalazione delle Entrate che in fase di analisi avevano intercettato un abnorme aumento di immatricolazioni di autovetture cui non facevano seguito gli attesi versamenti di Imposta sul Valore Aggiunto. 

L’attività posta in essere dagli indagati, tutti rivenditori di autoveicoli operanti in provincia di Campobasso, consisteva nell’immatricolare in frode all’IVA autovetture di provenienza comunitaria grazie alla creazione di falsa documentazione esibita anche in nome e per conto dei clienti in fase di immatricolazione. Le autovetture immatricolate in evasione sono centinaia ed al vaglio degli inquirenti ora c’è anche la posizione di diversi clienti. 
Le attività di indagine proseguiranno per l’analisi delle compravendite di autoveicoli effettuate nelle annualità successive, ma è già evidente che gli importi dell’evasione milionaria accertata sono destinati ad aumentare. 
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