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CAMPOBASSO _ L’approvazione del nuovo Statuto della Regione costituisce un approdo certamente storico per il nostro territorio e per la vicenda istituzionale regionale. Un percorso lungo, certo travagliato in molti passaggi, ma che consegna al Molise la possibilità di una storia istituzionale più attuale e in linea con la futura Italia federalista. Per un momento che comunque bisogna celebrare non vanno dimenticate, però, forti perplessità su tante scelte che sono state adottate in questa nuova Carta della Regione. Persino ovvio, in una stagione come quella attuale, riferirsi alla volontà di cambiare le regole che nel tempo hanno trasformato i politici in casta. Il Partito democratico aveva proposto il taglio dei consiglieri, riducendoli a ventisei in totale, compreso sei assessori per l’esecutivo. Una rivoluzione al cospetto dei quaranta, tra consiglieri e assessori, che il governo regionale intendeva portare avanti.

Per stoppare l’ennesima esplosione di clientela e politica miope c’è voluto l’intervento del governo nazionale, che ha letteralmente ingiunto al Molise di rientrare da una spesa pubblica fuori controllo. Solo allora la maggioranza di centrodestra si è decisa a pensare di ridurre il numero di consiglieri e assessori. La nuova proposta ha ricevuto il nostro sostegno nonostante non sia così drastica come la nostra. Ora bisognerà operare quei tagli che non erano previsti, e la propaganda li farà passare come volontà moralizzatrice di questo governo regionale, additato invece come uno dei più spendaccioni d’Italia.

Mancano ancora, a questo Statuto, i capisaldi di diritti altrove acquisiti e sviluppati, come quello delle pari opportunità o delle garanzie per il cittadino, che rischiano, se assenti, di sminuire non poco la possibilità di incidere del nuovo Statuto, e che certamente dovranno trovare adeguato ascolto nella seconda lettura. Se uno Statuto possa rappresentare in questa fase motivo di slancio nuovo per l’identità del Molise e per la sua esistenza istituzionale è presto per dirlo. Questa classe politica lo consegna alla storia e ai molisani, specchio fedele delle sue virtù ma purtroppo anche segnato dall’attuale incapacità di parte della politica molisana di essere classe dirigente.

Francesco Totaro Vicesegretario Pd Molise