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Una proposta urbanistica dell’architetto Saverio Metere per risolvere il problema dei parcheggi a Termoli e ricongiungere via Cristoforo Colombo al centro cittadino.

TERMOLI! “Che strano amore, questo amore mio, fatto un po’ di niente e un po’ di ricordi. Ma io lo vivo in ogni mio respiro e respirando penso sempre a te. È come camminare sopra il vetro ma a volte sto male senza te. Paese mio, scusa se ti amo ancora come il primo giorno e non avevo mai pensato di lasciarti. Scusa se faccio esperimenti per odiarti e spesso sembra che sia il bastian contrario delle tue scelte urbanistiche ed edilizie. Scusa, se tutto quello che ho non è abbastanza e questa lontananza si fa sempre più pesante, scusa se ho fatto di te la mia amante: prima ti lascio e poi vengo a cercarti! Scusami, se non so amarti meglio …se non so amarti meno di così!“.

Faccio questa lunga premessa, parafrasando alcune frasi di una vecchia canzone che Fred Bongusto dedicò alla donna amata, per portare a conoscenza ancora una volta l’amore sincero e l’interesse per il mio paese, che data la distanza, si fa sempre così lontano e, a volte, irraggiungibile. Ma è sempre vivo!

Il problema che vorrei esporre è nel titolo di questo articolo che consegno alla benevolenza di myNews.

L’idea mi è venuta dopo aver letto di una “chiacchierata” tra l’ingegnere Nicola Felice, consigliere comunale, e Tony Cericola, editore del giornale online. In verità, è un’idea non proprio originale perché del problema del parcheggio a Termoli e del collegamento tra “il sopra (Piazza S. Antonio) e “il sotto” (Via Colombo), se ne parla “da sempre”. L’ingegnere proponeva di utilizzare a parcheggio, per un totale di 1000 posti macchina, i 300 metri del costone d’arenaria che fiancheggia la via Colombo a partire dallo stabilimento Stella Marina in avanti, verso nord.

La nostra proposta, invece, sarebbe questa.

Provenienti dalla S.S. 16 si evita il centro del paese. Fiancheggiando l’Hotel Meridiano, svoltando alla rotonda sulla Via Colombo, si può accedere e si possono utilizzare a parcheggio entrambi i costoni: a destra quello prospicente gli stabilimenti dall’ex Panfilo alla Stella Marina e a sinistra quello relativo a La Lampara e La Tartaruga, sottostante l’Università degli Studi del Molise. Gli accessi e le uscite non dovrebbero avvenire solo dal basso ma anche da sopra il costone, sul lato dell’Università (altezza cavalcavia della stazione). I due costoni, quindi, si trasformerebbero in due parcheggi di due piani sia d’inverno che durante i mesi estivi; ma, per non essere impattanti, non più di 1000 posti-auto, bensì per complessivi 500: il primo con 200 posti-macchina e il secondo con gli altri 200, coperti da una sovrastruttura a terrazza caratterizzata da verde pubblico. Per i restanti 100 posti si potrebbero riutilizzare quelli dell’ex parcheggio del Pozzo Dolce, che si dovrebbe semplicemente ristrutturare.

Ma perché questa nuova sistemazione funzioni e sia utile ci sono da considerare alcuni fattori importanti. Mentre nei tre mesi estivi i parcheggi verrebbero utilizzati prevalentemente dagli utenti che vanno al mare, cioè si recano sull’arenile o negli stabilimenti, durante il resto dell’anno solo una minima parte, circa il 30%, sarebbe interessata a servirsene. Infatti, il dislivello tra i parcheggi ed il centro della città, molto faticoso da coprire a piedi, scoraggerebbe gli utenti cosiddetti “invernali” dall’andare a parcheggiare sulla sottostante Via Colombo.

Il problema si potrebbe risolvere dotando i parcheggi del “Costone di destra” di Tapis Roulant (di salita e di discesa) coperti e rialzati in corrispondenza dell’area del Panfilo, soggetta (anche durante i mesi estivi) ad allagamenti. Interventi analoghi sono stati già realizzati a Perugia (dove si arriva in centro con accesso direttamente dal parcheggio), a Siena, a Potenza e in molte stazioni ferroviarie, metropolitane e supermercati. A Napoli, nel 1880 fu costruita la Funicolare del Vesuvio e, per risolvere il problema del dislivello col Vomero furono costruite altre due Funicolari nel centro della città, a Piazza Amedeo e alla Sanità.

Tapis Roulant potrebbero, quindi, essere inseriti sulla discesa del Panfilo oppure, in seconda analisi, sul “costone” che porta alla Piazza S. Antonio. Queste soluzioni permetterebbero di evitare ai pedoni la faticosa “salita del Panfilo”; inoltre, risolverebbero anche (e non è poca cosa!) il problema delle BARRIERE ARCHITETTONICHE, DANDO AI DISABILI E ALLE CARROZZINE PER NEONATI LA POSSIBILITÀ DI ACCEDERE AL MARE.

In questo modo si risolverebbe, finalmente, anche il “collegamento” tra la Via Colombo e la città che nei 9 mesi non estivi non è praticato; fu tentato qualche anno fa dall’architetto De Felice ma non ebbe molto successo.

Arch. Saverio Metere

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Saverio Metere
Saverio Metere è nato a Termoli il 23 settembre del 1942. Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di architetto libero professionista. Sposato con Lalla Porta. Ha tre figli: Giuseppe, Alessandro, Lisa. Esperienze letterarie. Oltre ad interventi su libri e quotidiani, ha effettuato le seguenti pubblicazioni: Anno 1982: Lundane da mazze du Castille, Prima raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1988: I cinque cantori della nostra terra, Poeti in vernacolo termolese; anno 1989: LUNDANANZE, Seconda raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1993 da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume primo); anno 1995: da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume secondo); anno 2000: I poeti in vernacolo termolese; anno 2003 (volume unico): Matizje, Terza raccolta di poesie in vernacolo termolese e Specciamece ca stá arrevanne Sgarbe, Sceneggiatura di un atto unico in vernacolo termolese e in lingua; anno 2008: Matizje in the world, Traduzione della poesia “Matizje” nei dialetti regionali italiani e in 20 lingue estere, latino e greco.