Dopo il nostro reportage arriva il chiarimento dell’assessore al “ramo” Silvana Ciciola, che relaziona l’intervento e annuncia la sostituzione degli alberi entro febbraio.

TERMOLI – Questa mattina, con un reportage fotografico pubblicato sui nostri canali social, abbiamo documentato la “decapitazione” del grande albero di corso Nazionale. Al materiale fotografico era allegato anche un nostro commento, che ha accompagnato una breve descrizione sommaria su quanto avvenuto:
“Decapitato il grande albero centenario accanto alla statua di Gennaro Perrotta, in corso Nazionale. Probabilmente aveva più o meno gli stessi anni del grecista Perrotta, nato proprio a Termoli nel 1900. Purtroppo era ormai malato e la sua chioma si era completamente seccata. Ma il punto non è soltanto questo: la vera domanda è perché quest’albero è morto? Per i Greci gli alberi erano esseri sacri: li curavano, li proteggevano, li ascoltavano. E noi? Siamo ancora capaci di riconoscere il valore di ciò che ci vive accanto, o ce ne accorgiamo solo quando non c’è più?”
Solo dopo la pubblicazione è giunto, questa domenica, il comunicato dell’assessora all’Ambiente del Comune di Termoli, Silvana Ciciola, che riportiamo integralmente.





INTERVENTI DI ABBATTIMENTO E SOSTITUZIONE DI ESEMPLARI DI LECCIO (QUERCUS ILEX L.) IN CORSO UMBERTO I, CORSO NAZIONALE E PIAZZA VITTORIO EMANUELE II – CHIARIMENTI TECNICI, NORMATIVI E PROGRAMMATICI
«L’Amministrazione comunale di Termoli, nella persona dell’Assessore Silvana Ciciola ritiene opportuno fornire un quadro tecnico e scientifico in merito agli interventi di abbattimento di alcuni esemplari arborei appartenenti alla specie Quercus ilex (Leccio), ubicati in Corso Umberto I, Corso Nazionale e Piazza Vittorio Emanuele II, al fine di garantire una corretta informazione alla cittadinanza e ribadire la piena coerenza delle operazioni svolte con le normative vigenti, le linee guida ministeriali e gli strumenti di pianificazione del verde urbano.
Gli alberi oggetto di intervento risultavano, già da oltre un anno, in uno stato vegetativo fortemente compromesso, caratterizzato da completa assenza di attività vegetativa, disseccamento totale della chioma e gravi alterazioni strutturali a carico del tronco e dell’apparato legnoso interno. Le indagini visive e strumentali effettuate hanno evidenziato la presenza di carie e marciumi diffusi, con perdita significativa di resistenza meccanica del legno, tali da compromettere in maniera irreversibile la fisiologia degli esemplari e la loro capacità di svolgere le normali funzioni vitali.
In ambito urbano, è ampiamente riconosciuto come la presenza di carie avanzate e marciumi interni rappresenti un fattore di elevata criticità, in quanto determina una drastica riduzione della stabilità strutturale dell’albero. Nel caso specifico dei lecci interessati, il disseccamento prolungato e l’assenza di ricacci vegetativi hanno confermato la perdita definitiva di vitalità, escludendo qualsiasi possibilità di recupero mediante interventi colturali o fitosanitari.
Gli abbattimenti effettuati si inseriscono pertanto nell’ambito di una gestione responsabile e preventiva del patrimonio arboreo urbano, finalizzata prioritariamente alla tutela della pubblica incolumità. Quota parte delle alberature secche e strutturalmente compromesse, soprattutto in contesti ad alta frequentazione pedonale e veicolare come Corso Umberto I, Corso Nazionale e Piazza Vittorio Emanuele II, costituiscono infatti un potenziale rischio per persone, beni e infrastrutture, in ragione della possibile caduta improvvisa di rami o del collasso dell’intero fusto.
Gli interventi sono stati pianificati e realizzati nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), che disciplinano, tra l’altro, la gestione del verde pubblico e la manutenzione del patrimonio arboreo. I CAM rappresentano uno strumento fondamentale per orientare le scelte delle amministrazioni pubbliche verso soluzioni sostenibili, basate su valutazioni tecnico-scientifiche, sulla prevenzione del rischio e sulla valorizzazione del capitale naturale urbano.
In particolare, i CAM per il servizio di gestione del verde pubblico prevedono che gli abbattimenti siano ammessi esclusivamente in presenza di comprovate motivazioni tecniche, fitosanitarie o di sicurezza, debitamente documentate, e che tali interventi siano accompagnati da adeguate misure compensative, quali la sostituzione degli esemplari rimossi con nuove piantumazioni idonee al contesto urbano.
Parallelamente, l’operato dell’Amministrazione comunale risulta pienamente coerente con le Linee guida ministeriali per la gestione del verde urbano, che pongono al centro della pianificazione urbana il concetto di “albero come infrastruttura verde”, da gestire secondo criteri di sostenibilità, sicurezza e integrazione con il tessuto cittadino. Le linee guida sottolineano come la conservazione del patrimonio arboreo non possa prescindere da una costante valutazione dello stato di salute e di stabilità degli alberi, soprattutto in ambito urbano, dove il fattore rischio assume un peso rilevante.
È importante evidenziare che gli interventi di abbattimento non costituiscono azioni isolate o estemporanee, bensì sono parte integrante del Piano di Gestione del Rischio Arboreo, strumento tecnico-programmatico adottato dall’Amministrazione per monitorare, valutare e mitigare i rischi connessi alla presenza di alberature in ambito urbano. Tale piano si basa su metodologie riconosciute a livello nazionale e internazionale, che prevedono l’analisi combinata dello stato fisiologico, delle condizioni strutturali e del contesto di fruizione degli alberi.
Nel caso dei lecci, le valutazioni tecniche hanno evidenziato un livello di rischio non più accettabile, aggravato dalla posizione degli esemplari in aree centrali e fortemente frequentate della città. La scelta di procedere alla sostituzione degli alberi ormai fisiologicamente non più vegetanti si è dunque configurata come un atto dovuto e responsabile, adottato a tutela della sicurezza collettiva e nel rispetto dei principi di buona amministrazione.

Contestualmente, l’amministrazione comunale intende rimarcare con forza che la rimozione degli esemplari secchi sarà seguita da un tempestivo intervento di sostituzione degli alberi, previsto entro il mese di febbraio dell’anno in corso. Le nuove piantumazioni rientrano in una più ampia programmazione di riqualificazione del verde urbano, finalizzata non solo al ripristino delle alberature rimosse, ma anche al miglioramento complessivo della qualità ambientale e paesaggistica della città di Termoli.
Silavana Ciciola
Assessore all’Ambiente del Comune di Termoli»
















