CAMPOBASSO _ “Da parte nostra, sottolineo al Governo che, al di là del nostro posizionamento all’opposizione, non vi è alcun atteggiamento ipocrita e furbo. Abbiamo voluto collaborare e con la massima sincerità intendiamo contribuire fino alla fine dell’approvazione del provvedimento” inizia così il suo discorso di ieri in aula al Senato l’esponente dell’ Idv Giuseppe Astore in merito alla delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione. Il senatore sostiene questa riforma ‘storica’ confermando che nessuno deve sventolare la bandiera della vittoria per questa grande trasformazione istituzionale dal momento che, insieme, si è contribuito alla creazione del disegno di legge in esame, Italia dei Valori in primis. Contesta poi chi ha cercato di creare non una riforma federalista bensì un ‘federalismo dei compromessi’: “Non abbiamo apprezzato il mercato istituzionale che a volte qualcuno ha fatto negli ultimi mesi, chiedendo qualcosa in cambio di qualcos’altro. Il federalismo dei compromessi non serve; noi dobbiamo portare avanti un federalismo convinto che possa giovare al bene del Paese. Un convincente assetto federalistico dei poteri impone una reale ed efficace collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, sulla base di regole certe: è pertanto auspicabile che il provvedimento in esame sia seguito a breve da serie riforme istituzionali, tra le quali l’istituzione del Senato federale e l’abolizione delle Province”.
“Il Gruppo dell’Italia dei Valori – prosegue in senatore astore – crede in un federalismo atto ad esaltare le specificità territoriali ma in un quadro di massima solidarietà, occorrendo a tal fine ripensare profondamente il ruolo delle Regioni, la cui esperienza è stata fino ad oggi in parte deludente e tale da comprimere eccessivamente l’autonomia degli enti locali, specie sul fronte dell’esercizio delle funzioni amministrative”. L’esponente dell’Idv afferma poi che il federalismo “è’ una riforma storica cui tutti dobbiamo guardare con fiducia e positività.
Mi rivolgo soprattutto a chi si preoccupa del Sud. Sono un uomo del Sud e vivo giornalmente in una piccola realtà come il Molise. Credo che dobbiamo compiere tutti un salto culturale, sia al Nord che al Sud, perché dobbiamo essere responsabili della gestione soprattutto verso i cittadini. Parte di questa legge, se – come auspichiamo – saranno introdotte alcune modifiche durante l’iter di approvazione, esalta proprio il concetto di trasparenza che gli amministratori devono rispettare nel rapporto con i cittadini. Ecco perché abbiamo proposto e riteniamo importante che si accentui la penalizzazione degli amministratori e non degli amministrati quando si commette un errore.
Spero che si provveda anche alla riduzione del divario Nord-Sud, perché deve essere data maggiore forza agli amministratori del Sud per raggiungere livelli di ricchezza pari alle Regioni del Nord, non attraverso la copertura della lista della spesa, ma amministrando. Ci impiegheremo tempo, ma come classe dirigente del Sud – lo affermiamo nella sacralità del Parlamento – accettiamo la sfida. È una sfida che deve essere certamente solidale e non può certamente essere mossa da quegli egoismi che abbiamo visto prevalere negli ultimi anni. Per questo non vogliamo né il federalismo annacquato né un federalismo di regalie”.
Credo – conclude Astore – che solo questo modo di lavorare darà all’Italia una grande riforma, perché solo così elimineremo tutte le criticità. Attenzione però a non creare un’altra parola magica: il federalismo non può essere un totem; il federalismo deve essere un metodo di governo che tutti insieme dobbiamo imboccare per dare più ricchezza a questa Nazione”.

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