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Il capogruppo di Forza Italia Antonio Di Brino
TERMOLI _ Il Coordinamento cittadino del Partito Democratico insieme a Città dei Cittadini hanno inviato e depositato al protocollo del Comune di Termoli delle proposte di modifica dello Statuto comunale attualmente all’esame della prima commissione consiliare di cui mi onoro di far parte.

Le ragioni di tale iniziativa, assolutamente lodevole, è giustificata, a detta dei proponenti, dall’esigenza di rendere il cittadino partecipe delle decisioni delle propria città perchè a Termoli il tema della partecipazione è importante così come importanti sono state fino ad ora le decisioni prese dall’istituzione e che hanno tenuto fuori il cittadino.

Tutto assolutamente giusto, solo che ad esprimere tale disagio non sono i cittadini ed associazioni che quotidianamente (vedi forum civico, comitati di quartiere, associazioni culturali ecc.) con impegno e spirito di sacrificio esprimono critiche costruttive e proposte di miglioramento delle scelte effettuate dalla deludente amministrazione di Centro sinistra ma addirittura dal Partito Democratico che, nella coalizione di maggioranza è, in assoluto, il movimento più rappresentato all’interno del Consiglio comunale con 7 consiglieri e tre associazioni compreso il vice Sindaco, nonchè la Città dei Cittadini che ha eletto nella propria lista il Consigliere Simone Coscia.

Non può, quindi, passare sotto silenzio tale anomalia che, di fatto, porta a fare almeno due riflessioni: la prima che i maggiori sostenitori dell’Amministrazione Greco hanno di fatto certificato il fallimento di questa esperienza amministrativa, la seconda che i due partiti non si riconoscono nei loro rappresentanti istituzionali e di conseguenza non li riconoscono come propri Consiglieri ed Assessori.

La cosa ancora più inquietante è che tra coloro che muovono l’assalto alla diligenza vi siano Laura Venittelli ed Ettore Fabrizio già consiglieri comunali rispettivamente Presidente del Consiglio ed Assessori e che, pertanto, ben conoscono le prerogative dei Gruppi e dei Consiglieri comunali ed il significato della rappresentatività istituzionale come espressione dei partiti di riferimento.

Che lo statuto Comunale sia il documento a cui dovrebbe essere assicurata la partecipazione della maggior parte della cultura termolese di tutti i livelli perchè espressione di democrazia popolare e fuori discussione ma che la modifica dello stesso diventi la palestra di scontro tra capi e capetti ed il capolinea di piccole ambizioni personali è veramente desolante.

La verità è che il Centro sinistra a Termoli ed in particolare il Pd e Città dei Cittadini si sono resi conto di percorrere ormai “l’ultimo miglio” che nella narrativa contemporanea è l’ultimo tratto di una vicenda che si può concludere con l’autodistruzione o l’alba di un nuovo giorno, solo che per questo Centro sinistra l’ultimo miglio costituisce il preludio ad un lungo ed ineludibile tramonto.