
Costoro gestivano, di fatto, numerose realtà economiche, che spaziavano dal commercio al dettaglio di carburanti ( core business del consorzio criminale) a lla gestione d i bar, dal commercio di oro e preziosi agli investimenti immobiliari e alla concessione di prestiti in denaro. Le indagini hanno dimostrato che le attività economic he individuate erano tutte gestite da i familiari di Ciro DI CARLUCCIO, che aveva creato una vera e propria rete di prestanome.
Gli elementi investigativi raccolti, su proposta della locale Procura, sono stati rappresentati al competente Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione , il quale ha disposto ulteriori approfondimenti e verifiche, anche attraverso una puntuale ricostruzione storica dei profili reddituali e patrimoniali dei soggetti proposti, volti a corroborare , ol tre alla contiguità dei soggetti “prestanome” con il clan CONTINI (complessivamente ne sono stati individuati oltre cento) , anche una rilevante sproporzione tra i beni formalmente posseduti e i redditi dichiarati o le attività concretamente svolte .
La misura emessa dal Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione consente di sottoporre a sequestro , ai sensi del D .L vo n. 159 del 2011, un patrimonio , costituito da : – 41 impianti di distribuzione stradale di carburanti, ubicati per lo più in Napoli, su alcuni tratti autostradali campani nonché in Molise. Si specifica che gli impianti recano anche insegne di primarie compagnie petrolifere, del tutto estranee alle vicende illecite in parola; – 20 esercizi commerciali bar, dislocati tra le province di Napoli e Avellino