Impegnato lo eri e credo che nessuno possa negarlo. Eri impegnato in un modo speciale nella politica, cioè in quell’”arte sublime del servire”, non comune a tutti i soggetti politici. È bello ricordarti in quei “bicchieri di chiacchiere”, che scambiavamo ogni volta che ci incontravamo. L’ultima, davanti alla BLS, ci siamo ricordati vicende comuni di quegli anni, che in molti vorrebbero cancellare: la stagione del ’68.
 

È stato per me una sorpresa scoprire i tuoi trascorsi nei movimenti di allora e le tue scelte successive. Un “sessantottino” con i piedi per terra, che senza rinunciare alle proprie idee, lavorava nella politica possibile, consapevole delle molte contraddizioni, che, in verità, ci fanno tutti più umani e meno ideologhi.

Le luci, che, abitualmente, si accendono attorno alle lacrime, silenziose e talvolta invisibili di chi ricorda la persona che ci ha preceduto “in quell’altro al di là”, involontariamente illuminano d’affetto e riconoscenza quei ricordi che affollano il cuore delle relazioni, che uomini e donne ancora riescono ad avere. Molto spesso senza ragioni. Alcuni di noi e tu tra questi, hanno osservato le radiose albe, che dalle mura di questa città illuminano il volo incantato dei gabbiani.
 
Le brezze di Rio Vivo, che accompagnavano il vociare dei marinai che facevano ritorno alle loro case, dopo notti insonni trascorsi sui pescherecci, hanno accarezzato la vita di quanti ci hanno preceduti, laddove anche tu sei giunto. Una vita che se ne va, offre, comunque, una grande occasione: quella di colorare il mondo di chi rimane, soprattutto ed in particolare quello di chi ti ha amato ed hai amato, con l’arcobaleno dei tuoi sogni, interrotti prematuramente, e del tuo ricordo. Un arcobaleno che, sicuramente, avvolgerà di consolazione il dolore del cuore, sussurrando sempre che .

 

(Z’ Vassilucc’e)