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Cocomazzi: “Possiamo dire di essere difronte a un previsionale di bilancio non assoggettata ad alcuna forma di dopaggio finanziariocoerente e verificabile rispetto agli equilibri di bilancio“.

Screenshot della diretta del consiglio comunale di Termoli del 20 gennaio 2026

TERMOLI – Si apre all’insegna della programmazione strategica il 2026 per l’amministrazione comunale di Termoli. Nella seduta di gennaio, l’Aula Consiliare ha approvato i due pilastri fondamentali per la gestione dell’Ente nel prossimo triennio: il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di Previsione Finanziaria 2026-2028. Una seduta che ha sancito la tenuta della maggioranza, con 20 voti favorevoli, e la scelta dell’opposizione di non partecipare al voto in segno di dissenso procedurale. I lavori si sono aperti con l’analisi del DUP, l’atto che traccia la rotta operativa dell’amministrazione: il documento, già vagliato con parere favorevole dal Collegio dei Revisori dei Conti, è stato approvato inizialmente con 18 voti favorevoli, saliti poi a 20 per l’immediata eseguibilità grazie al rientro in aula dei consiglieri Montano e Fabrizio. Al momento del voto si è registrata la non partecipazione dei consiglieri di minoranza Mileti, Orlando, Scurti, Stumpo e Vigilante.

Il cuore della seduta è stato l’intervento dell’Assessore al Bilancio Cocomazzi, che ha definito il previsionale di bilancio come non assoggettato ad alcuna forma di dopaggio finanziario, attendibile, veritiero, trasparente, integrale, corretto, comprensibile, congruo, prudente, coerente e verificabile rispetto agli equilibri di bilancio».

L’Assessore ha illustrato un quadro finanziario solido, evidenziando una drastica riduzione del debito, che scende dai € 1.350.000 del 2024 a una previsione di soli € 698.000 per il 2026. Tra le voci di entrata principali per l’anno corrente spiccano l’IMU, con una previsione di gettito pari a € 8.300.000, la TARI a € 7.213.000 e l’Addizionale IRPEF ferma a € 3.500.000, mantenendo l’esenzione per i redditi fino a 12.000 euro. Sul fronte della spesa, l’amministrazione punta forte sul sociale, con un impegno di oltre 2 milioni di euro, una cifra definita “sopra la media nazionale”, oltre a significativi stanziamenti per il personale (€ 9.113.000) e per le opere pubbliche, inclusi i piani per i viadotti di Via Corsica e la riqualificazione di Via Vespucci. Un dato tecnico di rilievo, sottolineato con orgoglio da Cocomazzi, riguarda la tempestività dei pagamenti: l’Ente salda le fatture con una media di 16 giorni di anticipo rispetto alla scadenza, un risultato definito “straordinario e lungimirante”.

Il dibattito si è acceso sulle questioni procedurali quando il Presidente del Consiglio ha comunicato l’inammissibilità di un emendamento presentato dai consiglieri Orlando e Stumpo, in quanto depositato oltre i termini. Dura la reazione della consigliera Vigilante, che ha definito il termine di 15 giorni “non congruo e penalizzante”, poiché caduto interamente durante le festività natalizie, limitando di fatto l’analisi dell’opposizione. Sulla stessa linea il consigliere Scurti, che ha sollevato anche una criticità tecnica relativa alla mancanza di un regolamento specifico per gli incarichi di collaborazione autonoma, avvertendo sui possibili “rischi erariali”.

A chiudere i lavori è stato il Sindaco, che ha difeso l’operato della struttura tecnica e politica. Pur confermando l’inammissibilità formale dell’emendamento, il Primo Cittadino ha mostrato apertura, dichiarando la disponibilità a valutare la proposta in sede di salvaguardia degli equilibri. Rispondendo a Scurti, il Sindaco ha ammesso la necessità di prudenza sulle spese esterne, ricordando che l’Ente “sta ancora pagando molto caro” errori del passato, e ha ribadito la volontà di valorizzare le “professionalità di altissima qualità” già presenti in Comune.

La seduta si è conclusa alle ore 20:00 con l’approvazione definitiva del Bilancio con 20 voti favorevoli e la non partecipazione al voto dei 5 consiglieri di minoranza.