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Sul loro capo l’accusa di rapina aggravata. Nei confronti dei due, i militari nel corso di immediate e tempestive indagini, hanno scoperto una serie di elementi di colpevolezza: il portafogli sottratto al titolare della ricevitoria con una patente di guida, il fucile a canne mozze caricato a pallettoni ed il coltello utilizzati per l’ultima rapina. Trovati poi, subito dopo il blitz del 18 gennaio scorso, anche gli indumenti, comprese le scarpe, nascosti in mezzo a rovi in zona Pozzo Dolce, zona situata lateralmente alla centralissima Piazza Sant’Antonio, a Termoli.
Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, i due hanno studiato la rapina a tavolino prima di agire. In questo caso approfittando del maltempo si sono presentati nella ricevitoria e poi sono fuggiti a piedi dirigendosi subito a Pozzo Dolce dove si sono cambiati completamente nascondendo vestiti e armi. Poi, sono rientrati in casa fingendo che non fosse accaduto nulla. Non avevano, pero’, fatto i conti con l’acume del Nucleo Investigativo riuscito sin dai primi minuti dopo l’ultimo ‘colpo’ e nonostante la pioggia torrenziale, a far scattare una serie di perquisizioni al termine delle quali i militari hanno trovato il portafogli vuoto di cui il malvivente non aveva ancora fatto in tempo a disfarsi. Uno dei malviventi era anche un sorvegliato speciale per precedenti reati.
“L’intuito ma anche la rapidità degli accertamenti condotti, la conoscenza del territorio e l’abnegazione degli uomini – ha spiegato il maggiore Fabio Ficuciello nel corso della conferenza stampa sull’operazione – ha permesso di ottenere questo risultato. Sottolineo il lavoro condotto in sinergia con l’autorità giudiziaria ed il supporto della Procura di Larino. Su fatti di tale gravità è importante se non determinante una risposta rapida ed esaustiva”.
I carabinieri di Termoli sono impegnati in altri accertamenti in collaborazione con la polizia di Termoli che sta effettuando le indagini sulle rapine alle farmacie della città. I due rapinatori locali sono stati rinchiusi nel carcere di Larino.