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In piazza Vittorio Veneto, il sindaco Vincenzo Ferrazzano richiama l’attenzione sul conflitto attuale nel suo discorso durante la commemorazione del 4 novembre.

TERMOLI – In occasione della “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”, questa mattina in piazza Vittorio Veneto il sindaco facente funzioni Vincenzo Ferrazzano, insieme a consiglieri e assessori comunali e alle autorità locali in rappresentanza delle forze armate, ha deposto una corona d’alloro ai caduti di tutte le guerre.

Nel suo discorso, Ferrazzano ha sottolineato l’importanza di ricordare coloro che hanno sacrificato la propria vita per la patria. Ha poi dedicato parte del suo intervento al conflitto in corso in Medio Oriente, esortando alla promozione del dialogo come strumento per risolvere le controversie internazionali: «Ho sempre pensato che la cerimonia odierna non debba avere il senso di una rappresentazione retorica o malinconica, o ispirata solo dagli obblighi di rito del dovere istituzionale di ricordare, o per il semplice motivo di esaltare un importante momento storico, bensì debba coincidere con un profondo momento di meditazione di fronte alle crisi diffuse con cui proviamo a confrontarci ogni giorno.

Oggi 4 novembre giornata dedicata alle forze armate, nel nostro paese vengono oramai impiegate per la sicurezza interna e alla ricerca di pace a livello internazionale, formano un presidio di pace di garanzia della Libertà in tutto il mondo e quindi non più strumento di conflitti ma presidi multinazionali in grado di diminuire gli appetiti senza fine delle guerre.

La pace è conseguenza del loro lavoro, ma soprattutto frutto dei nostri comportamenti di tutti i giorni, anche in una comunità come la nostra ed è un dono meraviglioso che dobbiamo conservare senza essere prede di un genetico qualunquismo che distrugge la società e la dignità delle persone che la vivono. È questo è un concetto che dobbiamo continuare ad insegnare ai nostri ragazzi ai ragazzi, ai ragazzi delle scuole. Queste sono le frasi che ogni anno continuiamo a sottolineare nell’occasione del 4 novembre.

Ma oggi tante sono le ragioni che ci inducono a celebrare il 4 novembre – continua Ferrazzano – dando adesso una proiezione attualissima: il panorama internazionale è scosso dai rumori di guerra che proiettano una luce spaventosa sul futuro dell’umanità. La situazione in est Europa a qualche migliaia di chilometri del nostro paese si combatte da oltre un anno una guerra tra due popoli con conseguenze tragiche per entrambi, con il rischio concreto di coinvolgere altri Stati e addirittura di utilizzo di armi nucleari. Una guerra che in realtà già possiamo ritenere già estesa ad altri Stati, se consideriamo le ripercussioni di carattere economico che già comporta per tutti.

La mattina del 7 ottobre un attacco di Hamas è stato lanciato dalla striscia di Gaza verso Israele, riaccendendo il conflitto che dura da molti anni. Le vittime sono innumerevoli da ambi le parti in conflitto. Conflitto che non avrebbe ragione se si riconoscesse il diritto di esistenza di due popoli e di due stati sovrani. Questa guerra accende nuove tensioni sui mercati e una nuova crisi umanitaria. Perciò oggi siamo qui perché la ricorrenza odierna deve divenire occasione di studio, di riflessione, di confronto perché il passato ci aiuti a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori responsabile dell’oggi.

C’è un messaggio forte e chiaro che giunge a noi dalla costituzione italiana, l’articolo 11 recita: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali“. Ripudiare la guerra vuol dire vincere l’egoismo umano, sempre pronto a dichiarare nuovi conflitti per maggiore potenza, combattere l’ignoranza e il disimpegno civico. Una cosa però deve essere chiara: nulla si fa cancellando il passato, impariamo dal passato e dalla storia e la saggezza dei nostri padri“.

Il sindaco Ferrazzano ha concluso il suo discorso: Ci dobbiamo impegnare perché il nostro paese ha bisogno di tutti noi, non sciupiamo il loro insegnamento, a noi la responsabilità di costruire un mondo di pace e di servire e di amare il nostro paese, la nostra patria con tutto il nostro cuore. Viva l’Italia, viva l’unità nazionale, viva le sue forze armate strumento di pacificazione». 

La cerimonia si è conclusa con un momento di silenzio in memoria dei caduti, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria e di lavorare per la pace.

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