Giallorossi puniti all’85’ da Misuraca dopo una gara condizionata dal vento. Pesante errore difensivo ed espulsione per Tracchia: la zona playout ora fa paura.

TERMOLI – Senza tema di smentite, questa partita casalinga contro il Giulianova può essere annoverata tra le prestazioni più opache e amareggianti del Termoli Calcio. Il fastidioso vento di maestrale certamente non ha agevolato schemi e manovre in campo, ma la marcatura beffarda degli abruzzesi, quasi allo scadere del tempo regolamentare, è stata una “ciliegina sulla torta” poco digeribile, che ha condannato i giallorossi ad una sconcertante e penosa sconfitta casalinga.
Purtroppo, questa volta i ragazzi di D’Adderio non hanno particolarmente brillato, peraltro, contro un Giulianova che non è parso affatto irresistibile e in fin dei conti non ha fatto granché, a parte il gol… Complice forse il clima infausto, ma entrambe le squadra sono sembrate confusionarie e grossolane in fase di sviluppo e di costruzione della manovra.
In campo, mister D’Adderio ha riproposto, grosso modo, la stessa formazione schierata domenica scorsa, contro il Castelfidardo. Unica differenza, il rientro di Hysaj dal turno di squalifica, al posto di Barone (neoacquisto che comunque aveva disputato una buona prova).
Il primo tempo parte con ritmi soporiferi e vento a sfavore per il Termoli: ma la noia la fa da padrone, sono davvero poche le occasioni da gol da ambo le parti. Da segnalare, dopo pochi giri di lancette, un mancato aggancio di Romano in piena area, anticipato di un soffio da un difensore del Giulianova. Al 10’ minuto una punizione dal limite dell’area per gli abruzzesi, ma la conclusione viene respinta dalla barriera. Al 43’ minuto una buona opportunità per Marsico che, di forza, si invola sulla fascia destra e penetra in area, la sua conclusione, una sorta di tiro telefonato, viene però respinta dal portiere giuliese in tuffo, ma nessun attaccante termolese è lesto a recuperare la sfera. Si va al riposo a reti inviolate.
Il secondo tempo vede un Termoli maggiormente dinamico e più proteso nella metacampo avversaria, forte anche del vento a favore che giocoforza favorisce i rilanci offensivi e frena l’azione del Giulianova. Tuttavia, la gestione delle manovre spesso difetta di qualità e molte azioni si risolvono in mischie confusionarie in area, ma che non trovano la “zampata” risolutiva. Una buona (e unica) conclusione di Colabella dalla distanza, lambisce il palo della porta abruzzese e tocca l’esterno della rete, dando l’illusione del gol.
Ad un certo punto, ci sarà una successione infinita di corner a favore del Termoli, ma in nessuno di questi riuscirà a trovare la via del gol. Al 65’ minuto, grazie al favore del vento, Mercuri sfiora la realizzazione proprio da calcio d’angolo, la palla assume una parabola insidiosa che si stampa sul palo della porta abruzzese. Mister D’Adderio, alla ricerca della marcatura vincente, intorno alla mezz’ora di gioco della ripresa, richiama Romano e Colarelli in panchina, al loro posto inserisce Cancello e Pepa (quest’ultimo giovane neoacquisto dei giallorossi) lasciando così schierate ben tre punte in campo.
Purtroppo, la beffa è dietro l’angolo: proprio a 5 minuti dallo scoccare del 90’ minuto, arriva imprevedibilmente la rete degli ospiti. Tutto parte da un errore di Tracchia nelle retrovie, che si fa soffiare la palla da Guerriero, quest’ultimo serve in area Misuraca che batte a rete, complice la deviazione di Magnani in copertura, la sfera si inarca ed entra nella porta di Iannaccone. Uno a zero per il Giulianova.
A questo punto, D’Adderio inserisce anche Staffa e Thiane nella mischia, mettendo fuori Avolio e Mercuri, tentando un disperato recupero. L’espulsione di Tracchia per una gomitata su Chiarella, al 90’ minuto, è l’ulteriore “pietra tombale” per il Termoli, che in inferiorità numerica nei 5 minuti di recupero, rende ormai quasi vana la speranza di segnare. I Giuliesi, con mestiere, arriveranno al triplice fischio finale e incassando il bottino pieno dei 3 punti al “Cannarsa” di Termoli.
Sinceramente, siamo ormai esausti di commentare risultati così spiacevoli e che si risolvono sempre allo scadere del tempo. Passiamo alle note dolenti. Certamente, il Giulianova, squadra blasonata e di buon livello tecnico, non ha fatto molto, ma ha realizzato cinicamente l’unica occasione che gli si è parata innanzi. Peraltro, occasione neppure guadagnata con sudore, ma che gli è stata concessa dal Termoli.
Lo abbiamo già scritto, troppo spesso si scorge una certa carenza di qualità nei passaggi, nei disimpegni, nelle conclusioni. Questo, alla lunga, fa la differenza in campo e pregiudica i risultati. Il gol partita del Giulianova nasce da queste incompletezze e, a ben vedere, molti risultati “sfortunati” che abbiamo subito, hanno origine e cause definite e definibili. Quindi, non è un problema di fortuna o sfortuna. I risultati non sono un fattore casuale ma causale, ovvero, conseguente a determinate scelte e azioni che si compiono.
Altra criticità già evidenziata in precedenza: troppe espulsioni e ammonizioni nella squadra. Spesso, si imputano nostri errori e nostri comportamenti sbagliati, in modo “autoassolutorio”, all’indirizzo della direzione arbitrale. Non pensiamo sia così, almeno non sempre. Certo, gli arbitri sono esseri umani e possono sbagliare, ma a ben vedere e per esperienza “sul campo”, quanti provvedimenti disciplinari si sarebbero potuti evitare se solo ci fosse stato più autocontrollo e meno lamentele. Ma tant’è. Certo, tutto questo pare facile a dirsi, ma poi sul campo è tutta un’altra storia: ne siamo consapevoli. Infatti, non vuole essere un giudizio contro nessuno, ma semplici riflessioni in libertà.
Adesso, però, il Termoli staziona pericolosamente nei limiti della zona rossa dei playout. La prossima trasferta contro il Chieti, che galleggia in “brutte acque”, si configura come uno scontro fondamentale in chiave salvezza, dove occorre necessariamente far punti, se si vuole risalire e mantenersi nella parte più “riparata” della classifica.

































































