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Sindacati e istituzioni in corteo: “Serve una strategia chiara per il futuro industriale di Termoli e del Sud”.

TERMOLI – Centinaia di persone hanno partecipato ieri, 29 novembre, alla manifestazione organizzata dai sindacati per difendere lo stabilimento Stellantis di Termoli, colpito da una grave crisi economica e occupazionale. Presenti operai, famiglie, lavoratori dell’indotto, i sindaci del Basso Molise e il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante. In testa al corteo i segretari nazionali dei sindacati metalmeccanici: Rocco Palombella (Uilm)Samuele Lodi (Fiom)Antonio Spera (Uglm)Sarà Rinaudo (Fismic) e Stefano Boschini (Fim-Cisl), che hanno rivolto un appello al Governo e alla stessa Stellantis per garantire il futuro produttivo del sito.

“È una giornata bellissima, nonostante il tempo e il freddo. Noi siamo qui anche per far ritornare il sole su Termoli perché non è possibile da un punto di vista industriale continuare ad andare avanti senza avere una prospettiva. Noi è da 5 anni che lavoriamo per provare a portare una prospettiva. E non è stato facile, ma siamo convinti di riuscirci. Hanno sbagliato in Europa, hanno sbagliato in Europa a proporci una transizione che non sta in piedi, e di consentirci di avere ancora la prospettiva industriale in questo paese. Su Termoli e su tutti gli stabilimenti che noi abbiamo in Italia. Questo il primo punto. Ma sbagliare non è stata solo l’Europa, ha sbagliato anche Stellantis. Voi sapete che l’Europa aveva previsto come limite, come soglia per i motori endotermici il 2035… Bisogna finirla. In questa incertezza serve una normativa chiara e serve una normativa di rilancio di lavoro su Termoli perché il tema della propulsione, il tema dei motori è centrale in questa discussione. Per quello che riguarda l’Italia, la crisi è diffusa in tutto il paese, ma colpisce prevalentemente il Sud. Il Sud oggi è il territorio che merita maggior difesa, perché la cultura del lavoro oggi è al Sud, non è come ci hanno sempre spiegato. Ed è da qui che noi dobbiamo ripartire, per cui chiediamo a Stellantis di riportare qui il lavoro. E chiediamo a Stellantis di portare immediatamente qui cambi e motori, perché i motori a benzina di Stellantis funzionano se si fanno qui, il resto è dimostrato che è stato un fallimento. Vi ringrazio e teniamo duro assieme. Ciao.” – ha dichiarato Stefano Boschini (Fim-Cisl).

“Anche oltre il Molise, anche là dove ancora non abbiamo le condizioni unitarie per affrontare questa dura, durissima battaglia. È chiaro che per difendersi abbiamo bisogno di avere ben chiaro di chi e da che cosa dobbiamo difenderci? Ci sono chiare le responsabilità che si stanno tutte scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori che stanno pagando le assenze e le strumentalizzazioni della politica. E la sciagurata strategia di Stellantis, la politica, sì la politica, istituzioni a tutti i livelli e Stellantis. Il governo, grande responsabile di questa situazione, registriamo l’inutilità, ma non solo la dannosità del cosiddetto tavolo automotive. D’altra parte un suo Il Ministro Urso ad oggi non ha risolto una sola crisi nel nostro paese. E un Governo che prima cancella il fondo automotive, che era stato istituito precedentemente, e poi strumentalizza la paura, si strumentalizza la paura delle lavoratrici e dei lavoratori. Il problema non è la transizione, il problema è come stanno gestendo la transizione i decisori politici in Italia e in Europa, perché messi in campo dall’Unione europea e mutuata dai singoli paesi. È quella del riarmo una folle corsa agli armamenti? Folle è sbagliata.”– ha affermato Samuele Lodi (Fiom).

“Siamo qui oggi, ancora di più, ancora più forti e ancora più uniti. Perché a Termoli deve esserci la manifattura, deve esserci l’industria. Siamo quindi per dire sì al lavoro? Sì a un futuro per i presenti e per chi verrà dopo e soprattutto diciamo basta. Basta politica, politiche ambientali che vanno contro le politiche del lavoro. Basta a politiche ambientali che vanno contro le persone. Questo territorio merita di essere valorizzato per tutto quello che ha sempre dato, per tutto quello che i lavoratori hanno fatto per questo territorio. Termoli con nuove assegnazioni che garantiscano la produzione, che garantiscano che vengano valorizzate le competenze e le professionalità che qui sono floride, che sono ricche e che non possiamo perdere. Questa sfida noi non la perderemo, continueremo e noi ci fermiamo oggi, quindi continuiamo uniti così per il futuro e per difendere le persone e il lavoro. Grazie a tutti.” – ha concluso Sarà Rinaudo (Fismic).

La mobilitazione di Termoli è solo l’inizio di una battaglia che i sindacati definiscono “durissima” per salvaguardare il lavoro e il futuro industriale del Sud. Le richieste al Governo e a Stellantis sono chiare: investimenti, certezze e una strategia che non lasci indietro i territori.