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Stellantis e lo stop alla Gigafactory: il MoVimento 5 Stelle al fianco dei lavoratori a Termoli la deputata Chiara Appendino e i vertici regionali M5S chiedono risposte immediate a Governo e Regione sul mancato avvio del progetto ACC. A rischio l’intero ecosistema dell’indotto.

TERMOLI – L’Onorevole Chiara Appendino, Deputata del MoVimento 5 Stelle e componente della Commissione Attività Produttive, giovedì 19 febbraio si è recata allo stabilimento Stellantis di Termoli per un nuovo confronto diretto con sindacati, lavoratori e stampa in un momento decisivo per il futuro dell’automotive.

Alle ore 13:30, ai cancelli dell’ingresso 1, l’On. Appendino ha incontrato le organizzazioni sindacali per approfondire le conseguenze dell’annuncio di Automotive Cells Company (ACC), che nelle scorse settimane ha comunicato ufficialmente il mancato avvio della Gigafactory a Termoli. Anche alla luce di questa decisione, che certifica lo stop di un progetto più volte presentato come strategico per il territorio e per la nazione, il MoVimento 5 Stelle ribadisce la necessità di una linea istituzionale chiara e di un’assunzione di responsabilità da parte di governo e Regione.

Alla conferenza che si è svolta davanti ai cancelli dello stabilimento erano presenti anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in Molise, Angelo Primiani, Andrea Greco, Roberto Gravina e l’ex consigliere Valerio Fontana.

L’Onorevole Chiara Appendino, richiamando alle proprie responsabilità le istituzioni e l’azienda, ha affermato: «Il governo complice, Stellantis pure, e quindi noi siamo qui perché vogliamo risposte per questi lavoratori. Ci sarà un tavolo a Roma il 6 marzo, lo diciamo sinora: vogliamo la presenza del ministro, vogliamo la presenza di Stellantis e vogliamo risposte. E la cosa che ci hanno già detto dei due motori non è sufficiente; chiunque conosca questo stabilimento sa che c’è bisogno di ben di più. Quindi teniamo un faro acceso su una vicenda che è stata gestita malissimo e il cui prezzo non possono pagarlo i lavoratori

Il consigliere regionale Roberto Gravina ha successivamente allargato il campo d’analisi sull’allarmante impatto economico e sociale per l’intera regione Molise: «Grazie alla pressione politica che abbiamo esercitato abbiamo ottenuto, o perlomeno finalmente, la verità sul progetto di Stellantis con ACC, quindi con Mercedes e Total Energies. Di fatto non c’è una prospettiva per questo stabilimento se non i contentini del nuovo motore e del nuovo cambio. Non sto qui a fare il conteggio di quante persone verrebbero impiegate nella produzione di queste due nuove linee. Nel frattempo assistiamo ad un’invasione dei cinesi nel mercato che non fa altro che scoprire dei nervi, davvero come dire, già evidenti, dell’assenza di una politica industriale e soprattutto di un’assenza di prospettiva nella produzione qui in Italia, ancor meglio in Molise a Termoli, delle batterie che volente o nolente, nonostante il rallentamento di mercato, prenderanno poi il sopravvento nella produzione e commercializzazione di veicoli elettrici.»

Riguardo al vasto mondo dei servizi e dei fornitori collegati, Gravina ha inoltre lanciato un pesante monito istituzionale: «Intanto c’è lo sciopero dello stabilimento di logistica e l’Atis che occupa 63 lavoratori, e sembra a rischio l’intero impianto. Ma il tema è proprio questo, c’è un tema anche che riguarda l’area della logistica, ma parliamo anche dell’indotto: qui stiamo scherzando con una platea, tra famiglie e lavoratori coinvolti, di circa 10.000 persone. E questo la dice lunga su, innanzitutto, la capacità di questo territorio di sopportare l’eventuale colpo così importante sul piano occupazionale. Lo voglio ricordare, questo lo dico sempre, questo stabilimento all’incirca pesa per un quinto sul prodotto interno regionale. Va da sé che se perdiamo questo stabilimento in una regione che già soffre in modo importante di povertà lavorativa e quindi di una sorta di rarefazione di quelle che sono proprio le capacità occupazionali, la dice lunga anche sulla possibilità del territorio di continuare a sopravvivere.»