VitulliTunnel
Luigi Vitulli dei Comitati Referendari (Video e galleria Foto)
TERMOLI  – “A Termoli è stato impedito il referendum consultivo sul tunnel. Il quesito referendario sul passante tra il porto e il lungomare non è stato ammesso dalla commissione perché incomprensibile nonostante sia breve, chiaro e semplice”. Lo hanno denunciato oggi, nel corso di una conferenza stampa, i rappresentanti delle due associazioni: Termoli Decide e Partecipa Termoli che hanno annunciato la richiesta di un consiglio comunale monotematico sull’argomento, l’organizzazione di un dibattito pubblico in programma entro breve tempo e la presentazione di un atto di significazione a 15 enti tra cui il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, la Corte dei conti, il Presidente della Regione Molise, la Terza commissione regionale, l’Autorità di Bacino, l’Asrem, la Sovrintendenza ai beni architettonici, la Capitaneria di Porto ed altre istituzioni nazionali e territoriali.

“Questo progetto di riqualificazione che prevede tra le altre cose il passante ed il parcheggio – ha spiegato Luigi Vitulli dei comitati referendarinon è una sistemazione ma tutt’altro. È una vera e propria speculazione edilizia su una zona che nel Piano regolatore della città è inserita nell’area storica e, per di più, come verde pubblico. Ed invece ci ritroviamo un’azienda privata che programma di realizzare locali commerciali con residence ed appartamenti. Stanno distruggendo anche l’ultimo pezzo di Termoli che fa parte del Centro storico. Come si fa a dire che non ci sarà consumo di suolo. Certo che c’è. Nella  conferenza stampa della presentazione del tunnel ci hanno mostrato un video pornografico, quello non è un atto d’amore nei confronti della città, quello è uno scempio”.

I comitati dopo aver studiato il progetto predisposto dall’amministrazione comunale, hanno constatato una serie di irregolarità soprattutto da un punto di vista procedurale e per tale motivo hanno inviato l’atto di significazione agli enti chiedendo la verifica delle procedure ed il rispetto delle normative.

Questo il comunicato stampa dell’Assemblea dei Comitati Referendari.
“La vicenda del referendum cittadino sulla speculazione edilizia che si vuol realizzare nella zona verde e pubblica situata nel cuore del centro antico della nostra città attraverso la realizzazione di un tunnel, di un parcheggio sotterraneo e di un complesso commerciale e residenziale sopra e sotto Piazza S. Antonio e Pozzo Dolce, è arrivata al suo punto cruciale, crediamo di svolta.

Oggi in questa città è in gioco una partita decisiva. Si deciderà se a prevalere è uno sparuto gruppo di persone che si arroga il diritto di distruggere la realtà culturale , storica e paesaggistica di Termoli, usando cinicamente il potere conferitogli da una minoranza di voti, o il volere dei cittadini attraverso il referendum. Per un anno l’amministrazione Sbrocca ha bloccato in tutti i modi lo svolgimento del referendum, rasentando il ridicolo e palesando la povertà di cultura democratica che la caratterizza. Hanno impedito con tracotanza e indifferenza qualsiasi confronto su questo insano progetto, che definiscono di riqualificazione, mentre non è nient’altro che una colossale speculazione edilizia, che vede avvantaggiarsi solo la ditta De Francesco e non la parte pubblica.

Hanno stravolto il regolamento referendario, che i cittadini con tanta ostinazione e tante lotte hanno preteso dalle loro rappresentanze istituzionali, affermando per bocca del sindaco: “l’istituto referendario non ci appartiene” tradendo in questo modo i loro doveri istituzionali. Hanno calpestato e disprezzato qualsiasi forma di interesse partecipato alla vita della città, hanno ignorato tutto quello che per un anno è successo ed è stato dibattuto intorno a questo insano progetto.

Bontà loro, ora propongono un “dibattito pubblico”, dove i cittadini dovrebbero recitare la parte dei fessi. Invitiamo tutti i cittadini a prendere coscienza di questa inutile farsa e a non legittimarla con la loro partecipazione, così come faranno i Comitati Referendari. È tanta la nostra rabbia che non la celiamo, anzi ora la rivendichiamo. Siamo stati costretti nostro malgrado a presentare un atto di significazione agli organi di controllo, e a tutti i soggetti che dovranno autorizzare la realizzazione delle opere.

È questa la “musica”, la sola voce che forse questi apprendisti della politica intendono.
L’atto di significazione è molto circostanziato e pone domande serissime sia sugli atti procedurali che sui ruoli svolti da qualche dirigente nella stipula e nel procedimento dell’intero progetto. È il caso che a questo atto gli enti preposti al controllo della legittimità del progetto diano una risposta tempestiva. A questo riguardo i comitati referendari chiederanno un incontro con tutte le figure istituzionali interessate. Noi credevamo nel confronto pubblico e nel rispetto delle regole che i cittadini di Termoli si sono dati. Era la strada che avevamo scelto per risolvere un problema che interessa tutta la città, e non solo. Ce lo hanno impedito. Questi nuovi padroni hanno fatto terra bruciata di qualsiasi regola istituzionale e di corretto confronto tra cittadini.

Ora la misura è colma. Abbiamo fatto richiesta di convocazione del Consiglio Comunale che dovrà decidere per ultimo la possibilità di svolgere il referendum come da regolamento referendario della nostra città. Sarà un consiglio acceso e partecipato, per questo motivo diffidiamo la Presidente del Consiglio dall’indirlo alle nove del mattino (altro costume beffardo dell’Amministrazione). E chiediamo con forza che il luogo dove svolgere questo consiglio sia il più ampio possibile, proprio per consentire alla maggior parte dei cittadini di parteciparvi. 
Chiediamo inoltre che venga svolto in un orario confacente alle esigenze dei cittadini, così che ci si possa guardare in faccia e prendersi ognuno le proprie responsabilità. Pretendiamo questa volta che i consiglieri comunali facciano il loro dovere, rispondendo solo alla loro coscienza di cittadini, e per una volta non tengano un comportamento ossequioso da luogotenenti di un potere che ormai a Termoli è ben conosciuto e individuato. 

Saranno loro a decidere i destini di questa città, perché crediamo che la posta in gioco sia di portata storica:
1) come si devono intendere i rapporti tra potere politico e cittadinanza;
2) quale visione e qualità della vita i cittadini auspicano.

Problemi rimandati nel tempo da tutte le amministrazioni comunali che si sono susseguite alla guida della città, e che hanno prodotto storture democratiche e svilimento del bene comune. Proprio per questo abbiamo scelto la strada di un atto giuridico, l’atto di significazione, che non lascia spazio a nessuna ambiguità.

Per ultimo, chiediamo un incontro preliminare con tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione per la stesura di una mozione che impegni il consiglio comunale nella sua interezza a deliberare per lo svolgimento del referendum. Invitiamo da ora tutti i cittadini a partecipare a questo consiglio comunale storico, e alla grande assemblea cittadina che stiamo organizzando per settembre.”