KIWENGA _ Le spiagge bianchissime, il mare pulitissimo e cristallino di un verde chiaro cangiante che si estende a perdita d’occhio fino alla barriera corallina, le donne abbigliate con abiti multicolori e veli coloratissimi di tutte le lunghezze, il ritmo di “pole pole” (piano piano) che scandisce la giornata dei zanzibarini, profondamente legati all’isola delle spezie, alle loro radici, alla loro vita isolana.

Tutto contribuisce a creare una sorta di magìa che affascina i viaggiatori di tutte le età creando un legame con la terra africana, indimenticabile. La gente, semplice, umile ma dignitosa, cattura sicuramente l’attenzione con le loro proposte spesso originali. Assolutamente particolari, intrisi di mistero, i guerrieri della tribù Masai che si occupano della sicurezza presso i villaggi turistici italiani e stranieri disseminati nelle varie zone dell’isola.
La loro presenza silenziosa con i tipici indumenti dei guerrieri africani contribuisce ad incuriosire ed interessare chiunque verso un popolo ricco di tradizioni e sicuramente orgoglioso del proprio vissuto. Tutto questo e ancora di più è Zanzibar, un’isola coperta da una vegetazione rigogliosa, ricchissima di tutti i tipi di frutta ma anche le prelibate e saporite spezie quale la cannella, il cardamomo, il curry, la canna da zucchero ed altre piante quale quella della tintura di iodio. Si può trovare davvero di tutto all’interno di una foresta zanzibarina dove è possibile nutrirsi e medicarsi attingendo direttamente dalla natura in una sorta di scambio viscerale che solo in mezzo alla natura assoluta è possibile.

 Galleria Fotografica
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Ma i paesaggi così puri nei colori, i tramonti caldi dai colori vivissimi, lasciano quasi storditi e, nel contempo, ammutoliti i viaggiatori che, immancabilmente, tornano in quell’angolo d’Africa dove le emozioni non possono non essere forti, i colori vividi, i profumi variegati che colpiscono e penetrano nel corpo sin dai primi passi sull’isola, la gente calorosa. Sono numerosi e tutti situati sulla spiaggia incatanta di Kiwenga i villaggi di nazionalità italiana dove i due medici Romolo Piccirillo e Lisa Mastrodicasa sono tornati dopo la loro esperienza di operatori sanitari per unirsi con rito cristiano-cattolico in matrimonio. Sono rimasti affascinati da quella magìa inspiegabile che cattura chiunque approda sull’Isola delle spezie che imprigiona sensazioni ed emozioni ed è stato lì che hanno voluto dire il “si” della vita.

Sull’isola ferve la vita e le attività molteplici dei zanzibarini. In molti lavorano presso le strutture turistiche presenti, in vari ruoli. Perfettamente in grado di parlare almeno tre linghe tra cui l’italiano correntemente, i giovani sono istruiti e sono impegnati come istruttori in varie discipline sportive come wind-surf, vela, diving senza disdegnare il cabaret con ottimi risultati. Ma a catturare l’attenzione del popolo zanzibarino, sono loro, i bambini, la vera ricchezza della gente del posto. Autonomi già da pochi anni, i bimbi sono in grado di cavarsela tra mille insidie che spuntano ogni momento nei villaggi di Zanzibar.
Schietti, sorridenti e generosi pur avendo poco o niente, i piccoli sono disarmanti. Le donne solitamente si dedicano alla cura dei figli durante la giornata, tra un’occupazione ed un’altra nelle strutture turistiche dove molte prestano servizio in vari ruoli anche se i risultati non sempre sono soddisfacenti. Le giovani e le ragazze già sposate, solitamente sempre con il capo coperte da fuolards, per racimolare qualche dollaro si dilettano nella preparazione di acconciature di capelli tra cui le treccine, richiestissime dalle turiste, e nella realizzazione di tatuaggi di vari tipi e grandezze.
Quattro i quotidiani presenti a Zanzibar ognuno dei quali contraddistinto da un proprio stile e grafica oltre a settimanali e mensili. Ferve la vita tra i vicoletti della capitale dell’isola Ston Town disseminati di attività commerciali tra cui bar e ristoranti. Molti i negozi che fioriscono nella viuzze che propongono oggetti di artigianato locale. Variopinte, fantasiose ed inedite le tele dipinte dagli artisti zanzibarini, tutte dai colori sgargianti che non possono passare inosservate. La maggior parte dei soggetti riportati nelle opere pittoriche della zona sono i guerrieri della tribù Masai e le donne coperte da veli multicolori. Indimenticabili le zucche lavorate a mano della capitale Ston Town, i locali che si trovano dentro e fuori la città ed in alcuni villaggi, tutti realizzati rigorosamente in legno. Le abitazioni dei zanzibarini sono costruite in parte in muratura mentre le più antiche in fango e paglia.

La religione dominante è quella musulmana ma sono presenti anche i cristiano-cattolici. Zanzibar è una repubblica il cui presidente è stato eletto nel 2005. Si tratta di Amani Abeide Karume del partito CCM (Chama Cha Mapinduzi) di ispirazione popolare. Lo schieramento rivoluzionario si è aggiudicato l’ultima tornata elettorale. La popolazione zanzibarina ha fortemente sostenuto il candidato della CCM che ha visto con un buon margine di voti. Affascinati da questo fermento politico-culturale, commerciale ed impreditoriale i numerosi viaggiatori anche molisani approdati sull’isola per qualche settimana di relax assoluto. In tanti si sono trovati davanti ad una realtà locale inattesa che li ha sorpresi non poco scoperta al rimo del “pole pole” tra un’escursione ed un’altra dominate dalla bellezza della natura in questa zona quasi “prepotente”. 
L’isola è diventata una delle più ambìte mete di viaggio dei giovani che, in quest’isola, hanno un primo approccio anche se un po’ soft con la “Grande Africa” con tutte le sue contraddizioni e forse proprio per questo resta nei cuori di chi la scopre perchè tutto non è perfetto ma cattura l’attenzione di coloro che non sono in cerca della perfezione e delle “stelle” sui muri ma solo quelle dell’immenso cielo.

8 Commenti

  1. Nuova Rubrica Viaggi
    Con questa nuova rubrica dedicata ai viaggi inseriremo le vostre esperienze, con allegate eventuali foto. Potete inviarle al seguente indirizzo: redazione@myNews.iT
    Lo scopo sarà quello di creare una rubrica che possa essere d’aiuto a chi dovrà intrapendere un viaggio nei luoghi dove tu sei già stato. Quindi attendiamo il tuo contributo ed i commenti dei lettori per creare una rubrica che sia d’utilità per noi tutti.

  2. Anto ma alla fine ci siete stati o no?…Fatemi sapere così vediamo se abbiamo fatto gli stessi giri..
    no profilassi, sono peggio per lo stomaco le conseguenze della profilassi, che beccarsi la malaria…portatevi l’autan…

  3. Roberto, io ci sono stata e non ho fatto nessuna profilassi sulla malaria. Il resoconto è scritto nell’articolo. Ho inserito anche la galleria foto del viaggio. Consiglio il Safari Blu. Io ho fatto anche Prison Island, escursione che mi è piaciuta molto ed il giro della capitale. Il safari nel parco di Ngorongoro sarebbe stato preferibile ma non ho fatto in tempo.
    Al lettore che chiede info sulla profilassi dico che è una questione personale. A Zanzibar a mio avviso è inutile. Alcuni che si trovavano nel villaggio che avevano iniziato il Lariam l’hanno sospeso perchè si sono resi conto che non c’era alcun pericolo di contrarre la malaria. Personalmente dico che nel periodo secco non c’è alcun bisogno.

  4. anch’io ci sono stata e non ci sono problemi sulla profilassi. La si fa solo in caso di safari ma sulla settimana al mar nessuno di quelli che ho conosciuto in albergo l’aveva fatta. E’ un posto molto bello che merita di essere visto

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