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Concluso l’ottavo incontro del Corso di Formazione Politica a Termoli.

TERMOLI – Questa mattina, sabato 13 dicembre alle ore 9:30, presso la sala “Ecclesia Mater” della Curia della Diocesi di Termoli-Larino in Piazza Sant’Antonio, si è svolto l’ottavo appuntamento del Corso di Formazione Politica, dedicato a temi cruciali per lo sviluppo del territorio.

Ad aprire i lavori è stata Irene Tartaglia, che ha affrontato il tema: «Giovani, lavoro e Formazione per il Molise». Tartaglia, laureata in Giurisprudenza e in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, ricopre dal 2011 il ruolo di Direttore regionale della Confcommercio Molise ed è componente della giunta della Camera di Commercio del Molise. La sua esperienza nel mondo delle imprese e delle politiche di sviluppo ha offerto spunti concreti per affrontare le sfide occupazionali e formative della regione.

Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di ascoltare i giovani e creare sinergie tra imprenditoria, istituzioni e comunità sociale: «Innanzitutto l’ascolto dei giovani, perché hanno tanto da dirci», ha dichiarato, evidenziando la necessità di trasformare le idee in progetti concreti e in impresa. «Anche nella nostra regione le opportunità ci sono, purché i giovani possano rimanere e investire il loro futuro nel territorio», ha aggiunto, indicando come priorità strumenti per il ricambio generazionale e l’innovazione.

Tra le proposte, Tartaglia ha parlato dell’istituzione di un osservatorio regionale sui fabbisogni formativi: «Dobbiamo ascoltare cosa chiedono le imprese e cosa chiede il mercato, affinché la formazione crei figure professionali in linea con la domanda». Ha poi evidenziato l’importanza delle competenze digitali avanzate, con particolare attenzione alla cybersecurity e all’analisi dei dati: «Oggi la maggiore ricchezza sono i dati. I grandi colossi lo hanno capito prima di noi, ma anche noi dobbiamo imparare a utilizzarli per orientare le scelte politiche ed economiche». Non meno rilevanti le soft skills: «Problem solving, lavoro in team, comunicazione, competenze green e lingue straniere sono oggi indispensabili», ha spiegato, aggiungendo che le imprese attribuiscono crescente importanza alla capacità di adattamento rapido.

Un passaggio importante ha riguardato i titoli di studio e i diplomi: «I titoli di studio pur richiesti sono il 35% di lauree, soprattutto in ingegneria, economia, ICT e sanità, mentre gli istituti tecnici e professionali manterranno un ruolo centrale, circa il 45%. Non è un male se i ragazzi non vogliono andare all’università: l’importante è che abbiano una formazione tecnico-professionale nei settori dove si richiedono quelle figure», ha sottolineato Tartaglia, avvertendo che senza questa corrispondenza si rischia di alimentare la percentuale di inattivi.

Infine, uno sguardo al futuro occupazionale: «Secondo il rapporto Excelsior, entro il 2029 il fabbisogno nazionale sarà tra 3,3 e 3,7 milioni di unità. In Molise la domanda sarà stabile, con prevalenza nei servizi alla persona, commercio e turismo». Le figure più richieste includono operatori sociosanitari, infermieri, addetti alla ristorazione e alla vendita, senza trascurare settori emergenti come agroalimentare, turismo, edilizia green e meccatronica. «Non è vero che non c’è lavoro. Dobbiamo colmare il mismatch tra domanda e offerta con una giusta programmazione delle politiche formative», ha concluso Tartaglia, ribadendo l’importanza di cooperazione e progettazione condivisa tra mondo della formazione e imprese.

A seguire, l’intervento di Matteo Iacovelli, che ha approfondito la questione: «Perché la Pubblica Amministrazione paga in ritardo». Iacovenni, Avvocato Cassazionista, dal 2022 è Direttore dell’Avvocatura Regionale del Molise e autore di numerose pubblicazioni in materie giuridiche. La sua relazione ha analizzato le cause dei ritardi nei pagamenti della PA, evidenziando le ricadute su imprese e cittadini e proponendo soluzioni normative e organizzative.