Marcella Stumpo
Marcella Stumpo consigliere comunale Rete della Sinistra termolese

TERMOLI – Il lunghissimo Consiglio Comunale del 19 dicembre 2019 ha visto 17  punti all’ordine del giorno. Come Rete della Sinistra vogliamo condividere con i cittadini solo alcuni momenti salienti.

Ci rallegriamo per l’approvazione unanime della nostra mozione sul verde cittadino: a lungo discussa e condivisa in Commissione Ambiente, ha registrato un proficuo lavoro da parte dei consiglieri componenti e capigruppo di maggioranza e minoranza, e l’impegno costruttivo del Presidente dott. Costanzo Pinti. La mozione, presentata dalla Rete della Sinistra e immediatamente sostenuta dai gruppi dei Cinque Stelle e del Pd, era stata poi sottoscritta da numerosi esponenti della maggioranza. Un bell’esempio di quella che dovrebbe essere normalità in democrazia: lavoro collettivo per il bene della città, al di là di ideologie e protagonismi.

È una mozione importante che comincia a mettere le basi per trasformare in atti operativi i principi contenuti nella dichiarazione di Emergenza Climatica approvata all’unanimità due mesi fa. Contiene molti punti cruciali per la città, tra gli altri l’obbligo di istituire il catasto arboreo e redigere il Piano Regolatore del Verde, dei quali il Sindaco deve rendere conto a inizio e fine mandato, stabilendo così un principio di responsabilità nella gestione del verde. Ciò non è altro che l’applicazione della legge 10/2013, abbondantemente disattesa in Italia. 

Impone inoltre a chi costruisce la piantumazione di 10 alberi (non arbusti né cespugli, ma piante alte minimo due-tre metri) per ogni 100 metri di suolo edificato, escludendo la possibilità di fornire un corrispettivo in denaro. Viene così affermato il dovere di restituire alla città almeno una parte di ciò che si consuma del bene comune territorio, e si ribadisce l’assoluta rilevanza di alberi curati e in salute per il benessere fisico e mentale dei cittadini, come confermano tutti gli studi più recenti sulla correlazione tra durata della vita e presenza di verde. E prevede un costante impegno delle strutture comunali per il monitoraggio e la cura del verde, come pure per l’aumento costante del numero di alberi e la realizzazione di parchi urbani e periurbani.

Qui finiscono però le note positive, ahimé: e soprattutto sul tema sanità abbiamo dovuto votare, insieme ai consiglieri del Movimento Cinque Stelle contro l’ordine del giorno proposto dalla maggioranza. Lungi dall’uscire dall’aula, come pare qualche mezzo di informazione abbia scritto, abbiamo motivato chiaramente il nostro deciso No, ovviamente stigmatizzato in aula e travisato come un “tradimento” dell’interesse generale dei cittadini molisani. Ma sarebbe stato impossibile, per noi che ci battiamo da anni per la sanità pubblica, votare un atto che parlava genericamente di deroga al Decreto Balduzzi e si concentrava soprattutto sulla richiesta della nomina del Presidente Toma a Commissario alla Sanità; senza dire una parola sul convitato di pietra di questa emergenza, cioè su chi abbia causato questo debito e sulle precedenti gestioni, e soprattutto senza nemmeno nominare la abnorme predominanza del privato sul pubblico nella regione Molise, tema molto politico e scottante, che evidentemente non c’è alcuna volontà politica di affrontare. Ma senza dirimere questi nodi è inutile parlare di diritto alla salute e di difesa dei nostri ospedali: le cause intrinseche della distruzione resterebbero operanti.

Ciò che ha reso però la serata decisamente brutta è stato il comportamento della maggioranza sulla mozione per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre: bloccata con una pregiudiziale di illegittimità in base ad una norma di regolamento che consentirebbe tale procedimento solo per i nati a Termoli (raro esempio di illogicità che sarebbe bene correggere subito per non farci ridere dietro).

La stanchezza dovuta alla lunghezza del consiglio e al numero abnorme di punti da discutere ha reso brevissimi i tempi anche per interventi sulla pregiudiziale, tranne quelli del primo firmatario Oscar Scurti, che esprimessero tutto lo sdegno della minoranza, d’altronde ormai sfiduciata e delusa per le numerose altre mozioni bocciate in quanto ritenute superate dall’operato dell’amministrazione: cose che succedono se argomenti trattati in commissione a luglio e settembre vengono tenuti da parte fino a dicembre…  La mozione per la cittadinanza non è stata poi neanche discussa, avendo la maggioranza approvato la pregiudiziale.

Resta la tristezza mista a vergogna per la cittadinanza negata. Si è persa una bella occasione per dimostrare che l’odio urlato dei nostri tempi e le posizioni partitiche esasperate non vincono sui valori perenni dell’umanità, e che davanti ai numeri tatuati sul braccio della senatrice Segre esiste una sola posizione: il rifiuto più netto e chiaro, quello che tante amministrazioni, anche di centro destra, stanno esprimendo in questi mesi con l’atto simbolico della cittadinanza. Che, giova qui ricordare, a suo tempo Termoli concesse invece a Benito Mussolini (che a Termoli né era nato e né ci mise mai piede!): certo, erano altri tempi e altre situazioni… Ci pensò nella scorsa legislatura il nostro consigliere Paolo Marinucci, con una sua mozione, a rimuovere l’imbarazzante onorificenza.

Noi sappiamo bene da che parte stare, davanti a certe scelte.

TERMOLI BENE COMUNE – RETE DELLA SINISTRA