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Una pattuglia della Guardia di Finanza
Un opificio mai costruito, corsi di formazione mai avviati, un fiume di denaro pubblico distolto dai legittimi scopi originari. 

 

Il danno erariale accertato dai Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di

Campobasso sfiora i 600.000 Euro e vede coinvolto l’amministratore di una società di capitali con sede in Termoli.

La pratica era stata avviata nella più assoluta assenza dei previsti requisiti di Legge, soprattutto con riguardo al capitale sociale, che, nell’occasione, era stato artatamente aumentato. Ed ancora, la trattazione era stata poi completata con il supporto di false polizze fideussorie, nonché con altrettanto false fatturazioni, il cui scopo era quello di giustificare ingenti costi mai sostenuti La ricostruzione investigativa effettuata dai Militari, ha focalizzato un intricato, complesso e fraudolento iter burocratico-amministrativo, avviato dalla società termolese al fine di beneficiare delle pubbliche contribuzioni senza realizzare alcun impianto produttivo. Grazie a cinque mesi di indagini serrate, i Finanzieri hanno infatti appurato che a fronte delle provvidenze percepite, la società non aveva avviato alcuna attività, non erano state acquistate attrezzature, e nemmeno aveva preso avvio la realizzazione di strutture logistiche (minime) di impianto sul territorio. 

L’attività fraudolenta interrotta dalle indagini giudiziarie e contabili, ha di fatto impedito l’elargizione della seconda e della terza rata del contributo, per un totale di circa 1.600.000 Euro. L’opificio (impianto per il recupero, lo stoccaggio e la preparazione a riciclo di materiali in gomma) doveva sorgere a Chieuti, nel foggiano e avrebbe altresì assicurato numerosi posti di lavoro, dai quadri dirigenti fino alle maestranze. Come noto, il potenziale assorbimento di numerose unità lavorative, costituisce motivo di punteggio (c.d. “indicatore”) ai fini di un’utile collocazione dell’azienda nelle graduatorie di merito approntate dal competente Ministero delle Attività Produttive. 

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