myNews.iT - Per spazio Pubblicitario chiama il 393.5496623
Massimo Romano
CAMPOBASSO _ “L’Italia dei Valori e il sottoscritto assumono un impegno con i campobassani: non candideremo condannati, né pregiudicati con pendenze penali gravi. Invito i miei avversari ad assumere un impegno analogo. La politica deve recuperare credibilità e liste composte da pregiudicati e condannati non aiutano alla causa” così Massimo Romano, candidato Sindaco di Campobasso per Italia dei Valori. “Occorre inoltre scongiurare il rischio di voto di scambio – prosegue Romano – per evitare che si ripetano i noti fatti accaduti nelle elezioni regionali del 2006 ed oggi al vaglio della magistratura. Mi riferisco alla necessità, o comunque alla opportunità, di evitare che vengano candidate persone che a vario titolo ricoprono ruoli e funzioni pubbliche ovvero che gestiscono fondi regionali o uffici pubblici. Penso agli enti di formazione professionale, che gestiscono milioni di euro di fondi europei e regionali per corsi di formazione che coinvolgono centinaia di giovani disoccupati; agli uffici regionali deputati alle istruttorie di bandi pubblici per finanziamenti di centinaia di migliaia di euro; agli enti subregionali, ente idrico e finanziaria regionale compresi; a funzionari che hanno gestito ruoli commissariali di estrema rilevanza sulla gestione del territorio, dell’urbanistica e delle risorse; al personale della protezione civile preposto alla gestione di rilevanti risorse finanziarie in deroga alle procedura di evidenza pubblica; alle strutture sanitarie private convenzionate con la Regione; alle cooperative sociali e di lavoro che intrattengono rapporti contrattuali con gli ospedali e le cliniche convenzionate; ai dirigenti della sanità pubblica o loro affini; penso anche ai contrattisti e ai titolari di società che hanno rapporti diretti o in divenire con la Regione.

Mi riferisco, in breve, a tutti coloro che ricoprono ruoli o funzioni pubbliche e che avvalendosi di questi sono in grado di influenzare l’elettorato ed il libero esercizio del diritto di voto, soprattutto in un contesto sociale ed economico caratterizzato da grave crisi e difficoltà in cui il potere, anche nel capoluogo di Regione, è esercitato esclusivamente o quasi esclusivamente da un “sistema” che fa capo a pochi enti pubblici o addirittura a poche persone. Non vorrei che anche stavolta si dovesse attendere il giorno di presentazione delle liste per riscontrare quello che tutti sanno e di cui alle regionali si è avuto purtroppo un tardivo riscontro”.