olioCOLLETORTO – Poter vivere sul campo la raccolta delle olive, respirando il fascino dei pendii di Colletorto e la bellezza degli uliveti, e nel frantoio assistere alla molitura, con la fragranza dell’extravergine di oliva appena uscito dal separatore, è un’esperienza che ben si coniuga con l’offerta turistica. Lo testimonia l’abitudine che si sta consolidando di un gruppo di inglesi che vengono appositamente a Colletorto, per cinque giorni, per vivere la raccolta e molitura delle olive nei terreni e nel frantoio della famiglia Aloia.

Il primo gruppo di “pionieri” di un paio di anni fa, si è andato sempre più consolidando, e quelli venuti, nell’ultimo weekend a Colletorto, sono sedici. Vengono da Cambridge e Southampton, del Regno Unito, ma alcuni anche Cardiff in Galles. Sono variegate le loro attività lavorative, da architetti a manager, da insegnanti a pensionati. Il loro entusiasmo nel godere del paesaggio, dell’aria e dei profumi della campagna colletortese, la loro determinazione nell’affrontare e superare le asperità del terreno scoscese in campagna, non li ha fatti passare inosservati, nel rompere la tipica tranquillità del piccolo centro molisano, anche con loro abbigliamento più leggero, con qualcuno in bermuda, a testimonianza della loro abitudine a climi ben più avversi.

E’ un’esperienza particolarmente gratificate anche per noi – commenta Mena Aloia – che condividiamo gioiosamente con loro, come cerchiamo di fare con tutti i consumatori, l’esperienza della nascita dell’olio nuovo, un elemento vivo, verso il quale il nostro compito di produttore è di assecondare, con le più moderne tecnologie, l’antico processo naturale del ciclo vegetativo e della spremitura, salvaguardando i processi naturali e la ricchezza organolettica e di aromi che il territorio e il microclima ci regala. Attraverso la loro curiosità e i loro commenti si rafforza il piacere di rinnovare e condividere il rito secolare della raccolta delle olive e la consapevolezza di offrire con l’extravergine di oliva la fragranza di un territorio.”.

Dopo il loro ritorno a casa i fortunati e buongustai inglesi riceveranno a domicilio l’extravergine di cui hanno assistito alla molitura e, oltre al sapore e gli aromi, centellineranno a ogni utilizzo, con i ricordi, la gioia di un’esperienza particolare e appassionante, perché l’agroalimentare non offre solo cibo, ma soprattutto piacere. A Colletorto lasciano il piacere di aver creato una gradevole novità, nel loro girovagare per vicoli e anfratti apprezzando anche l’offerta dei piatti tipici e della ristorazione locale, ed anche l’esempio di come la simbiosi tra agroalimentare e turismo è un elemento importante per il rilancio socioeconomico dei piccoli centri del Molise.