CAMPOBASSO _ Caro Aldo Giglio,
innanzitutto ti ringrazio per le attestazioni di stima che mi rivolgi. Come ho già scritto, rispetto ma non condivido affatto che si voglia ridurre il dibattito sulle prossime elezioni di Campobasso ad una disputa genetica o anagrafica dei candidati, perché distoglie l’attenzione dai gravissimi problemi amministrativi e fiscali (v. l’Espresso di questa settimana) del capoluogo di Regione, come di ogni altra municipalità, chiamate alla sfida enorme e sconosciuta del federalismo fiscale, come brillantemente ha chiarito, da ultimo, il Presidente della Confcommercio Paolo Spina. Mi permetto, perciò, di rivolgerti un invito e una sollecitazione.
Non sarebbe più costruttivo, più coerente e più importante stare sul merito dei problemi e delle questioni che vengono via via sollevate? Ritengo proprio di sì, e credo che se ogni candidato e ogni forza politica si attenesse ad un confronto leale sui programmi farebbe un’opera buona per sé e per Campobasso, che ha bisogno di idee chiare e di scelte definite e nette. Italia dei Valori ha cominciato un percorso –certamente in vista delle prossime elezioni, ma ricordo a me stesso che il mio primo intervento sulla sede regionale risale al marzo 2007- di ascolto, di coinvolgimento, di partecipazione e di approfondimento delle questioni civiche più rilevanti per la vita quotidiana dei cittadini di Campobasso e, se permetti, per quella di tutti i molisani che per lavoro, per piacere o per altre ragioni ogni giorni vi si recano, ci studiano, la vivono, ci si prendono il caffè o una birra, restano imbottigliati nel traffico, impiegano ore per trovare un parcheggio, restano sgomenti nel verificare il costo al mq di una abitazione o l’entità di un canone di locazione mensile.
Proprio per restare ai programmi, il sottoscritto, designato alla carica di Sindaco dal Presidente Antonio Di Pietro e dall’ufficio politico regionale presieduto dal Senatore Astore, si è già espresso su alcune scelte di fondo che riassumo molto brevemente, e continuerà a farlo, a prescindere dalle alleanze, dai candidati e dai tavoli politici. Sull’urbanistica, Campobasso ha bisogno di regole certe, generali ed astratte, che valgano per tutti. In questi anni, da troppi anni, per qualcuno sono valse le regole, per altri le deroghe. E così quella che un tempo era la zona agricola oggi è la porzione di territorio più massicciamente edificata (colle delle Api e collina Monforte comprese).
Sull’urbanistica, la legge sugli enti locali attribuisce al Consiglio comunale, non al Sindaco né alla Giunta, il potere in materia di pianificazione urbanistica. Non si tratta di una opinione. E’ legge. Chiunque dica o faccia il contrario agisce contro legge. Per questo abbiamo chiesto che l’Accordo di Programma tra Di Fabio e Iorio sia discusso e definito dal Consiglio (cioè da Voi, non da me). Ciò, ovviamente, vale per la parte relativa ai privati (urbanistica contrattata) e vale anche per la localizzazione della sede regionale (contro cui peraltro le associazioni civiche hanno sottoscritto dapprima una petizione e poi ricorso al Tar.) Sui lavori pubblici, è il Consiglio comunale titolare del potere in materia di concessioni di pubblici servizi. Non è una opinione. E’ la legge. Chiunque dica o faccia il contrario agisce contro legge. Per questo abbiamo chiesto la revoca della convenzione sul Mercato coperto, perché il finanziamento pubblico è triplicato rispetto a quello che il Consiglio comunale (Voi, non io) avevate stabilito nel piano triennale delle opere pubbliche e perché prevede l’affidamento in concessione di una strada del pieno centro cittadino, corso Bucci.
Contro tale violazione si sono espressi i cittadini e i commercianti, anche del centro storico che Tu conosci benissimo e senza dubbio meglio di me, chiedendone la revoca. Stesso discorso sulla Delibera di Giunta relativa all’auditorium, argomento su cui ci esprimeremo tra qualche giorno. Le opere pubbliche a scomputo degli oneri di urbanizzazione richiedono una procedura di evidenza pubblica. Che non c’è stata. Inoltre, in barba ad un deliberato consiliare, pienamente efficace fino a prova contraria (con buona pace dei pareri del direttore generale), la Giunta ha stanziato altri 2 Milioni (circa 5 volte l’importo degli oneri a scomputo!!!) per il completamento dell’auditorio (ma l’approvazione delle opere a scomputo non comporta il previo computo dell’importo dei lavori con relativo prezziario?).
Non sarebbe stato più utile, tanto per fare un esempio, stornare quei 2 Milioni di euro per la piscina comunale, visto che da alcuni anni i cittadini di Campobasso sono costretti ad andare a nuotare ad Isernia, Morcone o Frosolone? Caro Aldo, su questi argomenti che interessano i cittadini, la vivibilità della città e il rispetto del mercato e della concorrenza nell’economia locale, al di là di Campobasso, Vinchiaturo, Bojano o Guasto, non credi sarebbe opportuno aprire una discussione nel merito e chiarire che le regole, se ci sono, debbano valere per tutti?