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Primo sopralluogo del Sindaco Nicola Balice con lo staff tecnico dell’Agenzia del Demanio incaricata alla progettazione del Piano Città.
Balice: “Un luogo simbolo che tornerà a vivere”.

TERMOLI – Il Sindaco Nicola Balice annuncia il progetto di rigenerazione dell’ex Nautico di Termoli, destinato a trasformarsi in un polo culturale con teatro, biblioteca e caffè letterario. Il primo sopralluogo si è svolto oggi, insieme ai tecnici dell’Agenzia del Demanio, incaricati della progettazione del Piano Città.

«Un posto che all’epoca era meraviglioso perché ha formato tanti giovani, poi divenuti ottimi professionisti. Verrà rigenerato, ora vedranno loro se questo comporterà una ristrutturazione o una demolizione o una ricostruzione. Dai volumi verranno ricavate in sostanza le cifre, quelle importanti, i risultati che poi ci porteranno a capire quanto sarà estesa questa riqualificazione, quindi faranno i primi sopralluoghi e noi come istituzione siamo presenti in questo luogo simbolo», ha dichiarato il Sindaco.

Per quanto riguarda la stazione ferroviaria di fronte all’ex Nautico, Balice ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione per garantire accessibilità e integrazione urbana«Ci siamo imposti il No alle barriere. RFI, a quanto pare, ha accolto favorevolmente questa richiesta: stanno riprogettando non tanto la copertura, loro mi hanno detto che è difficile coprirla in quanto c’è un discorso di quote che non corrisponde. Comunque hanno detto che la copertura totale è qualcosa di non molto fattibile. Stavano studiando, progettando non le barriere ma una sorta di onde, tipo Afragola, che dovrebbero ricucire in qualche modo la città».

Guardando le foto del nostro reportage sul primo sopralluogo nell’ex Nautico, chiuso da 17 anni, è inevitabile provare sconforto. Soprattutto per chi ha frequentato quella scuola, vedere cumuli di maceriefaldoni di documenti abbandonatistrumenti di laboratorio ridotti a reperti di archeologia industriale fa male.

La riflessione è sempre la stessa: basterebbe un minimo di manutenzione ordinaria, soprattutto sugli edifici pubblici, e oggi la situazione sarebbe completamente diversa. Perché abbandonare così un edificio? Sarebbe bastato pulirlo e fare qualche intervento all’anno. Oggi poteva essere uno spazio vivo, sfruttato per attività culturali, sociali, formative. Non a caso, un’associazione sta utilizzando una parte della struttura. Ma abbiamo perso 17 anni… E come sottolineo sempre: in questo Paese la manutenzione ordinaria è sempre in attesa di quella straordinaria.