Carmela Sica, Alberto Montano ed Ernesto StortoTERMOLI _ Si è tenuto ieri nel pomeriggio, nella sala consiliare del comune, l’incontro voluto dal Forum Civico di Termoli, riguardante il progetto del raddoppio della tratta ferroviaria Termoli-Lesina,  rappresentata da Carmela Sica ed altri componenti del forum e da Domenico Costantino del Mo.V.I. (Movimento per la vita indipendente delle persone con disabilità) con il supporto tecnico dell’ingegnere Ernesto Storto esperto in problematiche legate all’inquinamento ambientale. Presente solo qualche consigliere di minoranza Remo Di Giandomenico, Giuseppe Mottola e Francesco Panico mentre per la maggioranza Bruno Verini e l’assessore all’ambiente Luigi Leone.

Moderatore dell’incontro il presidente del consiglio Alberto Montano che dopo una breve premessa ha ribadito chiaramente il bisogno di costruire un rapporto di convenienza tra l’amministrazione comunale e le Ferrovie: “Si tratta di tessere un rapporto e di aprire un tavolo in cui dalla convenienza e dall’interesse reciproco della città, dell’amministrazione e delle Ferrovie, si trovi la soluzione migliore per tutti, ovviamente anche relativamente al miglioramento acustico”.

Carmela Sica, prima di illustrare le posizioni assunte dall’attuale ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera in accordo con la regione Puglia riguardante il raddoppio ferroviario, ha fatto un piccolo appunto: “ci sono dei consiglieri che hanno ritenuto opportuno partecipare e sicuramente per quelli che mancano mi prendo l’impegno di andarli trovare in consiglio comunale perché questo è un argomento che interessa tutta l’assise comunale”.- lo ha affermato la biologa Carmela Sica che nei giorni scorsi aveva sollecitato l’intervento di tutta l’assise ed entrando nel tema dell’incontro ha aggiunto: Innanzitutto vorrei dire che noi non siamo qui come no Tav, la mobilità su rotaia è senz’altro la più ecosostenibile. Noi siamo non per il raddoppio ma anche per quadruplicare il binario, l’unica cosa che la tutela della nostra salute deve essere garantita. Come noi abbiamo dato alle ferrovie un posto in prima fila rispetto al mare, sulla spiaggia, così le ferrovie devono prendere coscienza che esiste un problema, esiste il problema Termoli. Perché qualche mese fa l’attuale Ministro Passera ha approvato un progetto che è stato bocciato per ben due volte ed abbiamo assistito che un Ministro della Repubblica ha dichiarato che il raddoppio del binario della Termoli-Lesina si farà così come stabilito nel protocollo di intesa firmato dall’ex amministrazione comunale Vincenzo Greco e dall’ex ministro Antonio Di Pietro. Ma pochi forse avevano letto bene quel protocollo. Noi come Forum Civico ci siamo attivati sin dall’inizio con tutte le osservazioni e la Regione Molise quel protocollo non l’ha ratificato, però noi ce lo ritroviamo quel protocollo dal Ministro Passera che lo impone a Termoli. Questa è Termoli che il ministro passera voleva fare.”- illustrando il progetto di massima – “Abbiamo il raddoppio dei Binari, una passerella che sostituirà il sottopasso attuale e sotto viale Trieste verranno fatti due piani di parcheggio, questi due piani di parcheggio non sono dell’amministrazione comunale ma saranno gestite per trent’anni dalle ferrovie, quindi noi dovremmo pagare il parcheggio alle ferrovie e dopo 30 anni il comune le potrà riscattare.

Bozza del Progetto di Massima FS
Bozza del Progetto di Massima FS
Nel 2005 Termoli aveva già sottoscritto un protocollo con le ferrovie in quel protocollo c’erano due termini che sono scomparsi dal tavolo tecnico di Passera e dove c’era scritto: «Contestualmente all’inizio dei lavori del raddoppio del binario deve essere delocalizzata la sottostazione di viale Trieste. » Quella sottostazione è causa di inquinamento elettromagnetico e non serve all’utente domestico di Termoli, serve solo ad alimentare la Stazione di Termoli e quindi può benissimo essere spostata. Anche nel protocollo di Greco inoltre c’era il riferimento che il «risanamento acustico» doveva essere vagliato dall’amministrazione comunale di Termoli. Questo termine risanamento acustico è scomparso sia dal protocollo di Greco e sia dagli atti del ministro Passera ed è rimasto in piedi il piano di monitoraggio del 2004 (piano presentato quando ancora non si analizzava la situazione del raddoppio) studio presentato e bocciato perché non teneva conto della salute di cittadini e non tiene conto del raddoppio del traffico con treno ad alta capacità (TAC ) che prevede il passaggio dagli attuali 80 treni ai 150 treni, con velocità che sarà portata dai 120-130km/h attuali ai 160-180 Km/h.

Ora io mi chiedo, se il piano è stato bocciato alla valutazione per l’impatto ambientale per ben due volte per le osservazioni del Ministero dei Beni Ambientali e Culturale e per le nostre osservazioni, poiché noi siamo per la copertura totale del tracciato da via Corsica fino ala cavalcavia dell’Università ed essendo Termoli l’unica stazione importante del Molise (per le Ferrovie la stazione del Molise è un stazione storica che esiste dal 1853) allora ci prendono veramente da imbecilli ! Si lavano la faccia dicendo che siamo una stazione importante e ci tolgono tutti i servizi senza avere il minimo dialogo, quanto se e se l’hanno avuto noi non la sappiamo, con persone preparate sull’argomento. Ci hanno proposto 7.50 metri di barriere acustiche in tutto il centro abitato di Termoli, che è una cosa pazzesca. Perché contesto le barriere – continua Sica – , perché tutelano solo la parte bassa e non quella alta degli edifici, quindi oltre il danno anche la beffa. Trasformiamo il problema in risorsa, facciamo ad esempio un project -financing per uno spazio enorme, per bar servizi e parcheggi.” – Sica, in conclusione del suo intervento –Noi chiediamo un atto di coraggio, un progetto che veda veramente unita una città, la provincia e la regione Molise, non dobbiamo andare con il cappello in mano, Termoli ha dato, siamo pronti a concedere ancora ma l’unica cosa che chiediamo e recuperare tutto il centro urbano di Termoli”.

Interviene Ernesto Storto per ricordare che la soluzione della copertura totale, auspicato dal Forum, era addirittura già prevista: “Con un Decreto del 2000, per il piano di contenimento degli abbattimento del rumore le infrastrutture di trasporto, avrebbero dovuto predisporre degli obbiettivi di risanamento acustico entro i cinque anni, lo stesso decreto dice anche l’indice dei costi e i possibili interventi affinché questo obbiettivo sia raggiungibile e tra cui anche la «copertura totale della sede» con un costo di 850 mila lire per ogni metro quadro realizzato. A questo punto” – continua Storto – “si potrebbe fare anche una Class Action per la tutela della salute inerente il rumore, per spingere le ferrovia ad arrivare ad incontro”.

Remo Di Giandomenico del gruppo Popolari e LiberaliIl primo a prendere la parola dopo l’intervento dei rappresentati del forum è stato Remo Di Giandomenico il quale ha sottolineato il problema antico di questa città in cui la sua amministrazione ha diverse volte bocciato i piani delle ferrovie. “Noi eravamo arrivati alla stipula di un protocollo di intesa nel 2005 con le ferrovie in cui si prevedevano diverse situazioni partendo da alcuni problemi sentiti dalla città. Il problema urbanistico, il problema degli elettrodotti che servono alle ferrovie. L’accordo di fondo che fu fatto con le ferrovie, dopo che era stato contrattato con la regione ed il comune di Campomarino, era di arrivare alla soluzione del raccordo con viale Trieste con una copertura dove mettere su dei servizi utilizzando anche gli edifici della ferrovia per musei d’arte moderna, quindi un unione Ferrovia-Arte, con sinergia con le Ferrovie ed altre varie ipotesi di progetto di massima con addirittura lo spostamento della ferrovia con un’unica stazione tra Termoli e Campomarino. Ma questo accadeva nell’epoca della preistoria quando c’ero io ed i soldi ci stavano. Voi pensate solo a questo, se dalla Torretta in poi si levasse il terrapieno della ferrovia e così via.

Si fecero molte battaglie come ad esempio per la strada di raccordo di Viale Trieste con la stazione, puntando i piedi per non mettere un centesimo, ed arrivammo a minacciare le ferrovie che avremmo fatto un ordinanza per far marciare i treni a 5km ad ora nel territorio comunale per motivi igienici, siccome il sindaco è autorità sanitaria locale. Allora dico questo, per non andare con il cappello in mano ed avere le idee chiare ed una forza contrattuale. Ora capisco che in quest’epoca di mancanza di Politica, in quest’epoca dove c’è disarticolazione può essere più difficile, però può supplire ritrovare un collegamento tra la gente in maniera tale da riportare con forza un problema che non è un problema di colore politico, ma un problema di tutta la città, perché il rumore non ha colore”.

7 Commenti

  1. Preferite un autobus?
    La questione è molto semplice e la ferrovia è una cosa ben definita. Se non piace allora bisogna proporre di costruire un giro largo intorno alla città e far passare solo qualche regionale piano piano o qualche autobus che si confonda bene nel traffico cittadino (ovviamente silenziosissimo e non inquinante). Per barriere e gallerie servono milioni di euro, che si possono spendere meglio. Io chiederei una stazione centrale seria in cui tutti i treni fermino, con qualche interregionale e intercity in più. Peraltro se i treni fermano in stazione come fanno a transitare a 180 km/h ?!?! E per piacere basta con i finanziamenti ai voli low-cost.

  2. Si faccia il raddoppio e al più presto!
    Condivido il commento precedente e aggiungo che nella stazione e nell’abitato di Termoli i (pochi) treni che non fermano non possono superare i 100 km/h perché la stazione è in curva, e così resterà. Inoltre all’interno del centro abitato la linea è già a doppio binario, quindi non c’è niente da modificare; i lavori di raddoppio inizierebbero dalla zona industriale verso sud. Figuriamoci se centinaia di comuni dove passa la ferrovia avanzassero tutte le richieste elencate nell’articolo: a quest’ora non avremmo ferrovie ma solo strade rumorose e inquinanti.Inoltre se non si fa al più presto il raddoppio, continueremo ad avere gli elettrodotti sopra al parco giochi (che in altre città hanno interrato o spostato) e nessun tipo di barriera anti-rumore, nemmeno quelle di plastica.

  3. sviluppo
    Credo che non si debbano mettere ostacoli al raddoppio della linea ferroviaria, perchè tutti gli interessi, ancorchè legittimi, sono subordinati all’unico interesse collettivo strategico che abbiamo: lo sviluppo.
    E’ impensabile che la linea adriatica sia a doppio binario ovunque fuorchè nella tratta Termoli-Lesina. Una strozzatura gravissima, inaccettabile. Termoli è il naturale polo logistico della regione molise, deve fare di tutto per assumere questo ruolo e questa funzione. Questo perchè significa sviluppo, posti di lavoro, e circuito virtuoso per le imprese e per l’occupabilità. L’autostrada adriatica, la ferrovia, il porto, l’autostrada del molise, tutte confluiscono a Termoli e nella sua area metropolitana, questa rappresenta un’occasione ghiotta per crescere. Non tagliamo il futuro ai nostri figli, più di quanto abbiamo già fatto.
    Basta con i tentennamenti, si agisca e subito.

  4. Fesserie
    Quando si parla senza sapere!!! Come fanno a dire che i treni passeranno a 160/180 km/h???? Perché sparano queste autentiche cretinate??? Ma cosa credono che Termoli sia l’unica città attraversata dalla ferrovia???? Non è forse un modo per poter speculare su terreni che vorrebbero tolti ai binari???? Stesso discorso per la Campomarino-Ripalta!!!! Mi viene il vomito!!!

  5. Un’idea
    Si potrebbe istituire un servizio Bluvia Montenero-Campomarino in maniera da eliminare definitivamente e alla radice il problema dell’attraversamento di Termoli, i traghetti si farebbero passare ad almeno 10 Km dalla costa e finalmente potremmo liberare le aree del centro attualmente occupate dalla ferrovia.
    Penso che sia un’ottima idea per gli spocchiosi abitanti del comitato civico ambientalisti da strapazzo che non hanno altro da fare che rompere col chiamare l’erbaccia “macchia mediterranea”, col risultato di tenere l’adriatica con un collo di bottiglia che ne riduce e di tanto la potenzialità.