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La segretaria nazionale del Partito Democratico visita le aree colpite dal dissesto idrogeologico. Tra la richiesta di ristori immediati e la denuncia dei ritardi sui 40 milioni già stanziati, arriva l’impegno per un piano strutturale di prevenzione.

PETACCIATO – La frana si è risvegliata ancora. L’ultima ondata di maltempo ha riattivato il fronte franoso di Petacciato, uno dei più studiati della dorsale adriatica, interrompendo il traffico su Autostrada A14, Statale 16 e ferrovia e devastando la spiaggia su cui il paese vive di turismo. Giovedì una delegazione del Partito Democratico, guidata dalla segretaria nazionale Elly Schlein, ha fatto il punto sul posto insieme agli amministratori locali e ai consiglieri regionali.

A spiegare le ragioni della presenza è stato Ovidio Bontempo, segretario del PD Molise: «Siamo qui per esprimere vicinanza a un territorio fragile che spesso è stato abbandonato a livello nazionale, e per segnalare le responsabilità politiche nel non aver programmato adeguatamente e nel non aver dato esecuzione ai finanziamenti già stanziati. Questa battaglia si intreccia con quella della tutela della sanità pubblica, che diventa vitale in un territorio come il nostro.»

Antonio D’Alete, ex presidente regionale del PD Molise, ha insistito sull’urgenza dei ristori: «La segretaria vuole significare con la sua presenza un impegno perché il governo si muova, e si muova velocemente, con i ristori per le famiglie e le imprese e con la velocità sulla ricostruzione. A Isernia insisteremo affinché, come già accaduto in Calabria, si ponga fine dopo quasi vent’anni al commissariamento della sanità: il debito è continuato a crescere e sarebbe bene per tutti che terminasse al più presto.»

Il quadro tecnico è stato tracciato dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Enrico D’Amario: «Questa è una frana conosciuta in tutto il mondo, studiata dai massimi esperti. Arriva fino a 108 metri di profondità, della stessa tipologia di quella di Ancona, legata al terreno argilloso-sabbioso del costone adriatico: si può solo mitigare, non risolvere. I sistemi di monitoraggio hanno funzionato – misurano la pressione dell’acqua sottostante e hanno allertato in tempo, consentendo di chiudere A14, ferrovia e Statale 16. C’è già un finanziamento da 40 milioni per i lavori, ma i geologi chiedono ora una rivisitazione del progetto. Quello che serve è un piano frana vero, non solo il piano di Protezione Civile, e subito la soluzione per la viabilità alternativa: quando le arterie nazionali si chiudono, i tir finiscono sulle provinciali. Un disastro totale.»

Il Sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, ha ripercorso le ore più difficili: «Per la prima volta abbiamo fatto evacuare per precauzione, senza aspettare un quadro chiaro. Ci siamo presi la responsabilità. Ieri sera, dopo due giorni, abbiamo ridato le case alla stragrande maggioranza degli evacuati, non con un’ordinanza, ma chiamandoli uno a uno. C’è stato quel rapporto di condivisione umana e morale che deve essere il senso di tutto. Abbiamo vinto nella disgrazia, ma c’è ancora tanto da fare.» A margine, Di Pardo ha avanzato un’ipotesi di lungo periodo: «Pensiamo a un’opera grandiosa: prendere il fascione che comprende ferrovia, autostrada e Statale 16 e spostarlo di 5 km verso la collina.»

A chiudere i lavori è stata Elly Schlein, che ha assicurato l’impegno del PD in Parlamento e ha chiesto al governo di agire subito: «Non siamo qui per fare passerelle. Io non posso sopportare l’idea che ci siano territori a cui si dà meno attenzione davanti a un evento estremo. I molisani non sono cittadini di serie B. Ieri in Parlamento l’ho detto anche alla presidente del Consiglio: fate in fretta per sostenere il Molise, l’Abruzzo, la Puglia. Siamo un Paese che spende dopo le emergenze quattro volte quello che investe nella prevenzione: non è più accettabile, è un tema strutturale che necessita di investimenti strutturali. Siamo pronti ad aiutare anche il governo a trovare le risorse. Abbiamo già presentato un ordine del giorno, un’interrogazione, e lavorato con gli onorevoli D’Alfonso e Ricci al Parlamento europeo. Non ci sono cittadini di serie B, non ci sono territori di serie B.»

Nella mattinata dello stesso giorno il Consiglio Regionale del Molise si era riunito in seduta straordinaria d’urgenza – Seduta n. 8 del 10 aprile 2026 — per le comunicazioni del governatore. Il consigliere Vittorino Facciolla (PD) ha messo sul tavolo i ritardi nella spesa: i 40,6 milioni stanziati per la frana nel 2016 erano disponibili alla Regione nel 2019, ma tra programmazione, gara d’appalto e approvazione del progetto di fattibilità sono trascorsi altri tre anni e mezzo. Fondi analoghi – 15 milioni per il fiume Biferno, 30 milioni per la Fresilia, più quelli per Castellelce e il ponte dello Sceriffo – risultano ancora di utilizzo incerto. «Possiamo pensare a questo futuro solo se saremo efficienti, efficaci e veloci. Non mi sembra che lo siamo stati fino a ora.»