Presentata la mostra fotografica sulla Palestina, aperta fino al 25 gennaio.Marcella Stumpo: «Abbiamo in progetto come amministrazione, grazie alla disponibilità del sindaco, un gemellaggio con la città di Betlemme».

TERMOLI – Questa mattina, alle ore 10:30, presso il Castello Svevo di Termoli, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica “I Grant You Refuge – Ti concedo rifugio”, aperta dal 17 al 25 gennaio. L’iniziativa è stata promossa dalla Sezione ANPI di Termoli, da Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra e dall’Assemblea Palestina Basso Molise. Alla conferenza erano presenti il Sindaco di Termoli Nicola Balice, Sara Salome dell’Assemblea Palestina Libera del Basso Molise, la consigliera comunale Marcella Stumpo della Rete della Sinistra e Roberto Carluccio per ANPI Termoli.
“I GRANT YOU REFUGE” è una mostra fotografica collettiva che vuole dare voce e visibilità alle sofferenze e alle atrocità che il popolo palestinese sta subendo, nel silenzio assordante dei media occidentali. L’esposizione raccoglie le straordinarie immagini di sei fotografi della Striscia di Gaza: Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras, Shadi Al-Tabatibi, in rappresentanza delle decine di fotoreporter che vivono e lavorano nella zona, testimoni oculari di uno dei conflitti più devastanti del nostro tempo.
Il titolo della mostra trae ispirazione dall’omonima poesia della scrittrice e poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa nella sua casa nel sud di Gaza da un raid israeliano il 20 ottobre 2023.
La mostra è stata curata dal fotografo e filmmaker Paolo Patruno, documentarista che ha viaggiato per oltre dieci anni in Africa, raccontando temi legati ai diritti umani e alla salute materna. I suoi lavori hanno ricevuto riconoscimenti e premi internazionali.
Il sindaco Nicola Balice ha sottolineato il valore universale della mostra: «Questa è una mostra particolare, queste mostre non hanno colore, sicuramente sono situazioni che metteno un nodo in gola, vedere queste foto, vedere questi bambini sofferenti. Oppure ho visto bimbi che giocano, perché i bambini devono giocare a quell’età, sulle macerie della casa di famiglia, piuttosto una bimba ferita, meravigliosamente bella che ha perso un occhio. Sono situazioni che oggi non dovremmo mai più vedere, dobbiamo continuare a lottare perché ci sia la pace, ci sia la pace in tutto il mondo, soprattutto la Striscia di Gaza in questo momento. Nel quale tante persone stanno soffrendo, gli aiuti continuano a far fatica ad arrivare, per cui tutti noi, l’Occidente, dobbiamo farci parte diligente e cercare in tutti i modi di aiutarli con tutte le armi di pace che abbiamo».
Sara Salome ha spiegato la genesi dell’iniziativa: «E sì, appunto, parlando di armi di pace con Assemblea Palestina, un’assemblea nata spontaneamente, con cittadini e cittadini di Termoli, ma anche di altre realtà insomma vicine nel Molise, ci siamo subito accodati alla proposta ANPI e Rete della Sinistra per promuovere questa mostra che nasce nel Festival delle culture a Ravenna, una mostra itinerante, il fatto di portare avanti la testimonianza. Una tra le cose che possiamo fare c’è questo, appunto, portare avanti e continuare a parlarne è quello che ci chiedono le persone della Palestina, con il loro immenso coraggio».
La consigliera Marcella Stumpo ha evidenziato il significato profondo dell’esposizione: «Come Rete della sinistra, insieme all’Assemblea della Palestina, all’ANPI, abbiamo voluto fortemente che questa mostra arrivasse a Termoli perché siamo convinti che concentrarsi su una immagine, invece che sui tanti telegiornali o video che circolano in rete, consente a ciascuno di noi di introiettare quella che è la realtà della vita della Palestina. A Gaza si parla di tregua, ma da quando è cominciata la tregua sono morti già 400 palestinesi. Come diceva anche il sindaco, gli aiuti vengono fermati, intercettati, privati di tutte le sostanze che possono aiutare a tenere in piedi una persona, perché definiti troppa energetici. Quindi noi continuiamo ad assistere ad una volontà di distruzione del popolo di Gaza ed era nostro dovere come esseri umani, in quanto parte dell’umanità, far passare e consentire a tutti i cittadini di Termoli di capire che è importante aiutare, a vedere che cosa è Gaza, a non chiudere gli occhi, anche se ci stiamo abituando a tutti i generi di orrori, perché è il nostro doveroso omaggio al coraggio e alla forza indincibile di questo popolo che continua ad avere voglia di incantare, di vivere. Ieri mi hanno mandato un video in cui si vedono una trentina di studentesse palestinesi che ieri si sono laureate in medicina. Immaginatevi cosa può essere aver voglia di continuare a studiare quando intorno a te c’è solo quello che vedete nelle foto, solo una distruzione. Quindi noi ci inchiniamo davanti a questo popolo, e sentiamo che è nostro dovere fare tutto quello che possiamo per dare testimonianza».
Ha inoltre annunciato: «Abbiamo in progetto come amministrazione, grazie alla disponibilità del sindaco, ma credo anche di tutti i consiglieri, un gemellaggio con la città di Betlemme perché abbiamo avuto, grazie all’Assemblea della Palestina, contatti con un ingegnere che viene da un villaggio vicino a Betlemme e che ha già chiesto ufficialmente di potersi gemellare con Termoli. Per loro è molto importante avere testimonianza come Stato palestinese, anche se non sono riconosciuti, tramite contatti culturali, economici, di scambio, di fratellanza con paesi dell’Europa che sono sensibili alla loro causa. Quindi anche questa iniziativa verrà fatta appena passerà in Consiglio il nuovo regolamento per i gemellaggi che abbiamo messo a punto tutti insieme, maggioranza e minoranza».
Roberto Carluccio, per ANPI Termoli, ha richiamato la responsabilità collettiva: «Innanzitutto ringraziamo il Comune di Termoli per averci concesso questo spazio che è un piccolo gioiello della città e volevo sottolineare, come è già stato fatto, che questa è una mostra che ha avuto un’organizzazione corale intorno a questa Assemblea per la Palestina libera. Ci sono movimenti come ANPI, Rete della Sinistra, la Città Invisibile e anche persone che a titolo personale ne fanno parte. Perché proprio per alzare questa voce, perché, come ci presenteremo veramente alle generazioni future? A noi è stato rimproverato, ai nostri genitori, di aver chiuso gli occhi sulle atrocità naziste, che tra l’altro queste immagini erano seminascoste, ma a noi ora queste immagini ce le spiattellano davanti e gli israeliani in un’orgia di ferocia, perché sono immagini feroci, non soltanto le bombe, ma proprio il non far pervenire aiuti a questa popolazione, che soffre sotto gli occhi di tutti e nessuno che dice “non si può, non si deve”. Com’è possibile una cosa del genere? E questa è una cosa che, nel suo piccolo ma nel suo grande, perché queste immagini sono fortissime, vuole richiamare questa attenzione, vuole tener viva l’attenzione su questo popolo che resiste, resiste grazie alle immagini di quei bambini che in mezzo all’orrore giocano. Ecco, un nemico che dobbiamo assolutamente combattere è il fanatismo. Perché il fanatismo, ultimamente, ci sta portando alla deriva».




















