Sala gremita all’Università degli Studi del Molise per l’incontro promosso da ALI Molise e CGIL. Il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, ha analizzato le criticità e indicato delle soluzioni. Presenti sindaci, amministratori e rappresentanti della società civile. Annunciato un manifesto aperto per il rilancio del sistema sanitario pubblico.

TERMOLI – Questa mattina, in una sala gremita presso l’Aula Adriatica dell’Università degli Studi del Molise a Termoli, si è svolto l’incontro pubblico dal titolo “Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia: idee ed iniziative per un nuovo corso”, promosso da ALI Molise (Autonomie Locali Italiane) e CGIL. L’evento ha rappresentato un momento di confronto e riflessione sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare attenzione alle prospettive e alle soluzioni per il territorio molisano.
Al centro della mattinata, la relazione tecnica di Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, che ha illustrato con competenza le principali problematiche del sistema sanitario e ha proposto spunti concreti per un rinnovamento necessario. Alla tavola rotonda e nei vari momenti dell’incontro sono intervenuti anche Pino Puchetti (Presidente Provincia di Campobasso), Paolo De Socio (Segretario Generale CGIL Molise), Diego Ferrara (Sindaco di Chieti, Presidente ALI Abruzzo), Micaela Fanelli (ALI), Daniele Saia (Presidente Conferenza Regionale Sindaci Sanità), Michele Iorio (Assessore regionale) e Carmine Ranieri (Segretario Generale CGIL Abruzzo Molise). La moderazione è stata affidata alla giornalista Monica Di Fabio, mentre il coordinamento degli interventi è stato curato da Bibiana Chierchia (Presidente ALI Molise).
In sala erano presenti anche diversi sindaci molisani, tra cui in particolare Piero Castrataro, Sindaco di Isernia, noto per la sua protesta in tenda davanti all’ospedale di Isernia, e il presidente del Comitato San Timoteo, Nicola Felice.
Prima dell’incontro, Antonella Salvatore ha intervistato Nino Cartabellotta, che ha offerto una lucida analisi della situazione nazionale e locale: “Oggi tutti i cittadini italiani sono alle prese con i grandi problemi per la sanità e la principale preoccupazione, come spesso si vede dalle indagini di popolazione: pronto soccorso affollati, liste d’attesa interminabili, medici di famiglia che non si trovano; ma sono tutti sintomi di un servizio sanitario che diciamo è stato profondamente indebolito negli ultimi 15 anni da tutti i governi dove è stato profondamente definanziato, dove non facciamo riforme da oltre 25 anni. E dopo un pò lo stress test del Covid, stiamo sperimentando questa progressiva fuga dei professionisti dal servizio pubblico. La situazione in Molise è particolarmente critica per varie ragioni. Innanzitutto perché è una piccola Regione e quindi fa fatica anche a organizzare da solo una rete di servizi efficaci ed efficienti per tutti i cittadini. È commissariata in piano di rientro ormai da tempo immemore, questo ha bloccato lo sviluppo organizzativo, non è adempiente a livello essenziale di assistenza, quindi i cittadini non ricevono nemmeno il cosiddetto minimo sindacale delle prestazioni e ha il numero di medici dipendenti più basso o tra tutte le regioni italiane. È evidente che questo mix di fattori fa sì che oggi i cittadini in Molise abbiano grande difficoltà nell’accesso ai servizi. Per questo serve, diciamo al di là di quella che è la necessità di potenziare il servizio pubblico, una profonda anche revisione dei modelli organizzativi locali per cercare di rilanciare quello che è un diritto fondamentale.”
Alla domanda sulle prime azioni da intraprendere per risanare la sanità molisana, Cartabellotta ha risposto:
“Ma guardi, il problema è che nelle regioni piccole è molto difficile riuscire a organizzare una rete di servizi dove ci sia tutto per tutti. Bisogna puntare molto sul rafforzamento della rete territoriale e bisogna accettare anche di fare delle reti interregionali con la regione vicina su alcune cose che per ragioni di volumi qua, proprio perché è una regione piccola, non riescono a essere sostenibili anche dal punto di vista economico, quindi una collaborazione interregionale sicuramente può dare al Molise una spinta nella direzione giusta perché è molto difficile nelle condizioni attuali poter riorganizzare una rete di servizi dove ci siano tutti i servizi e tutte le prestazioni per tutte le esigenze dei cittadini.”
Sul tema del commissariamento, Cartabellotta ha aggiunto:
“Il vero problema è che le modalità con cui sono stati gestiti i candidati entro poi commissariamento dovrebbero essere profondamente previste a livello centrale. Perché se andiamo a guardare quante sono le regioni in piano di rientro, oggi sono circa 8, 9 e sono quasi tutte nel Mezzogiorno e alcune ci stanno da più di 15 anni. Quindi è evidente che il meccanismo di affiancamento dello Stato non ha funzionato, cioè si tratta un po’ di una sorta di esame di riparazione dove però i criteri non vanno bene. Quindi qui ci vuole un’azione di riforma a livello centrale che vada a modificare le modalità dei piani di rientro, perché altrimenti non se ne uscirà mai.”
Al termine dell’incontro, Paolo De Socio, Segretario Generale della CGIL Molise, ha annunciato: “Dopo questo incontro sarà pubblicato un manifesto aperto, a disposizione, che parlerà di un’analisi critica, ma parlerà anche di soluzioni nell’immediato per tamponare alcune situazioni drammatiche ma anche quelle che poi devono essere messe in campo per creare un sistema sanitario pubblico e costituzionale degno di questo nome“.
















