myNews.iT - Per spazio Pubblicitario chiama il 393.5496623 Elezioni Amministrative Termoli 2024

SAN GIULIANO DI PUGLIA _ “Federalismo, contrazione delle rimesse statali, crisi economica mondiale, comportamenti gestionali e scelte sbagliate rischiano di travolgere il Molise. I segnali che registriamo sono molto preoccupanti e necessitano di una analisi molto seria. Se è vero che dopo il 2009 nulla sarà come prima, noi non sfuggiremo da questo assunto. Il quadro regionale è deflagrante. Siamo su un campo minato. Gli asset portanti della nostra economia sono in grave crisi, oserei dire irreversibile. Mi riferisco alle notizie che ci arrivano dalla Ittierre, dalla Solagrital, dallo Zuccherificio. Si tratta di migliaia di posti di lavoro che stanno scomparendo o che scompariranno a breve.

A ciò si aggiungano altri due elementi dirompenti: la contrazione dei trasferimenti statali e la situazione deficitaria di molti comparti pubblici: sanità, trasporti, enti sub regionali, consorzi, ecc. Quindi da un lato abbiamo sempre meno risorse e dall’altro aumentano i conti da ripianare, nonostante la tassazione locale sia ai livelli più alti in Italia (benzina, gas, addizionali regionali, comunali, provinciali, ecc). La disoccupazione ha ricominciato a crescere (9% media 2008), mentre lo Svimez avverte che il saldo tra imprese nate e quelle morte è negativo” è quanto afferma il senatore dell’Idv Giuseppe Astore in merito alla grave crisi economica che sta colpendo il sistema mondiale.

L’analisi diventa più dura leggendo il recente rapporto del Censis sull’Italia dei territori dove si evidenzia che il Molise è l’ unica Regione  a non aver imboccato la strada dell’innovazione.  Ad assetto costante, ovvero senza modificare i nostri comportamenti e questo modello gestionale e programmatorio il nostro futuro è segnato, nel senso che non reggeremo l’onda d’urto della recessione che è più violenta di quanto si potesse immaginare.

Comportamenti responsabili, in questo momento, ci impongono due approcci: la contrazione delle spese correnti in tutti i modi possibili (viaggi, feste, sagre, costi politica, ecc.) e programmazione attenta delle ultime risorse che la Comunità europea ci metterà a disposizione fino al 2013. Sempre lo Svimez sottolinea che dalla recessione si esce con l’innovazione e la ricerca; continuare a fare le stesse cose di ieri è impensabile. La solita minestrina della politica che tappa i deficit, oltre ad essere inutile, non ce la possiamo più permettere.
 
Allora c’è bisogno di un progetto di territorio e di Regione: cosa vogliamo fare e con quali mezzi, consapevoli che quelli esterni saranno sempre di meno. La mancata riforma della sanità nel 1999 ci è costata circa 600 mln di euro di debiti, per fortuna in parte pagati dallo Stato,  altrimenti saremmo già in default. Si tratta, quindi, di abbandonare le manie di gigantismo e di sprechi, come ad esempio il policlinico universitario, ideare linee di sviluppo compatibili con le nostre potenzialità, finanziare supportare solo ed esclusivamente ciò che è veramente strategico.

Ciò renderà qualche minor vantaggio elettorale, ma darà un futuro e una speranza alla nostra regione, oggi sul baratro di una crisi senza precedenti di cui vedremo gli effetti devastanti e irreversibili tra qualche mese. In questo processo io credo che si debba parlare chiaro, non nascondere nulla e chiamare alla corresponsabilità tutte le forze sociali. Da Michele Iorio mi attendo il primo gesto di responsabilità del suo mandato. La smetta di giocare con il fuoco.

A Larino e Venafro  ha potuto toccare di persona i prodromi del malcontento diffuso, che quotidianamente porta centinaia di lavoratori a protestare sotto i palazzi della Regione, come non accadeva da almeno un decennio. Ed è solo l’inizio. Ancora una volta, pur svolgendo con determinazione il nostro ruolo di opposizione l’IDV offre la propria collaborazione istituzionale per far fronte insieme a questa grave crisi: l’unica condizione che poniamo è quella di cambiare strada abbandonando le clientele e facendo diventare protagonista la società molisana”.

Articolo precedenteLe domande preoccupano chi? Una riflessione in più
Articolo successivoPorto di Campomarino: si scatenano nuove polemiche

1 commento

  1. inizia a ripulirti TU, e molti di quelli che ti circondano, molti dei quali risultano essere stati denunciati a vario titolo nella ricostruione post terremoto : vedasi san giuliano di pugli, santa croce di magliano , bonefro, ecc ecc….
    se buona notte CI VOGLIONO GLI ONESTI E NON I VECCHI DC RICICLATI..!