Dal 2002, in Provincia di Campobasso ma anche in altre aree del territorio molisano, la Regione è intervenuta con numerosi interventi, a partire dalla microzonazione sismica e dalla sicurezza degli edifici scolastici e questo programma, come ribadito dallo stesso presidente Iorio è stato concretizzato con un’attività “seria, consapevole, trasparente e onesta”. Da allora ogni Comune ha segnalato danni e altre criticità che la Regione, di conseguenza, ha condiviso e cercato di risolvere con gli strumenti normativi ed economici disponibili. I danni agli edifici, certificati dai tecnici con le perizie di stima previste dall’ordinanza principale che regola la ricostruzione in Molise, hanno quindi offerto un quadro completo della situazione e delle richieste di intervento.
Oggi si continua a parlare di “cratere” e di “fuori cratere” o “cratere allargato” ma, a prescindere dai termini utilizzati, un dato appare molto chiaro: ancora oggi i sindaci dei paesi più colpiti e del resto della Provincia di Campobasso continuano a segnalare problemi, richieste di intervento e misure necessarie per completare la ricostruzione. Lo fanno con atti formali, non a parole. La mancata proroga dello stato di criticità e la nuova legge regionale che si è resa necessaria e ancora in fase di rodaggio evidenziano, inoltre, ancora incertezza per gli amministratori dei vari Comuni. Pertanto, i sindaci di tutti i centri continuano a chiedere aiuto alla Regione confermando che ogni Comune ha una situazione specifica ed è stato interessato, ovviamente in base all’estensione dei danni, dal terremoto. Oggi come dieci anni fa.
Per tali ragioni rinnovo la solidarietà al Presidente, Michele Iorio, per le scelte adottate con consapevolezza e senso di responsabilità anche per raggiungere, attivando il nostro sistema di protezione civile, le aree colpite dal sisma in Emilia con tempestività ed efficacia, così come confermato anche da testate nazionali. E qui in Molise, anche con la nuova legislatura, continua un impegno assicurato in vari settori, in particolare quello del lavoro attraverso i fondi stanziati per sostenere le aziende e i più giovani che vogliono avviare un’attività d’impresa e, al contempo, cercando di fare il possibile, secondo le specifiche funzioni di un ente pubblico, per sostenere le aziende in crisi.
Si registra e si assiste, con rammarico e amarezza, al solito accanimento e a una strumentalizzazione della figura e del ruolo del Presidente invece di osservare, per una volta, l’impegno e le azioni messe in campo in tutti questi anni per non far cancellare dalla cartina dell’Italia il nome della nostra Regione, difendendo e tutelando, in ogni sede, gli interessi del Molise”.
consigliere regionale delegato
per la ricostruzione