I cc davanti Casa Cammisa
URURI _ Richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario e false dichiarazioni della Procura della Repubblica di Larino a carico delle due rumene accusate del delitto di Antonio Cammisa, il pensionato di 80 anni di Ururi ucciso nella nottata del 17 aprile scorso mentre era nella sua abitazione. La conferma arriva dall’avvocato Valentina Flocco, difensore di Yonula Tinu, la giovane di 27 anni attualmente rinchiusa nel carcere di Teramo.

La ragazza lavorava come badante nell’appartamento dell’anziano e dal momento del suo arresto ad oggi ha sempre ribadito la sua estraneità ai fatti contestati dagli inquirenti. Ne sono convinti anche i genitori che l’hanno visitata in carcere per due volte parlandole a lungo. Anche le amiche d’infanzia della Tinu le hanno scritto molte lettere per darle sostegno convinte della sua estraneità ai fatti. A suo dire quella terribile notte dell’omicidio si trovava nel tinello, stanza separata da un lungo corridoio dalla sala dove si trovava il Cammisa ed avrebbe sentito solo alcuni rumori.

La ventisettenne, interrogata più volte dai magistrati, ha fino ad oggi collaborato pienamente con la Procura per la ricostruzione della dinamica dell’omicidio ricordando ogni dettaglio utile alle indagini. La stessa Tinu ha sconfessato la tesa della connazionale secondo cui sarebbero entrati dei ladri in casa per rapina. “Confidiamo nell’accertamento della verità” ha dichiarato l’avvocato Flocco intenzionata a far emeregere ogni lato oscuro di questa brutta storia.