Dov’è il problema, allora? Il problema che pongono le due delibere riguarda l’impervio e pericoloso percorso contabile e finanziario su cui la politica di bilancio della Regione Molise è incamminata ormai da troppo tempo e nel pressoché totale disinteresse della classe dirigente locale che non si rende conto o fa finta di non rendersi conto di camminare allegramente sull’orlo del precipizio (forse, con la unica eccezione della Corte dei Conti, che da tempo segnala – sembra inutilmente- anomalie). Mi riferisco al carattere “virtuale” della nostra economia regionale, che si regge (ossia si mantiene in apparente e comunque precario equilibrio) soltanto grazie al ricorso all’indebitamento (mutui, derivati, bond, obbligazioni) ovvero ricorre al gioco di prestigio di imputare interventi –ripeto, pur legittimi ed in parte condivisibili- alla “promessa” di finanziamenti (FAS) non ancora nella disponibilità di cassa della Regione, dunque facendovi fronte a mezzo di anticipazioni di cassa di risorse regionali (il classico “pagherò”).
E’ solo il caso di ricordare che negli anni precedenti (dal 2007), la Regione ha finanziato con risorse proprie per circa 100 Milioni di euro interventi quali misure di sostegno alla filiera avicola (Gam-Solagrital), saccarifera (Zuccherificio), tessile (fasonisti IT Holding), finanziari (ex soci privati di Fin Molise ) imputandoli alla “futura” elargizione della quota Fas. Che, come è noto e con buona pace delle visite di Fitto in Molise, non mi pare sia ancora nella disponibilità della Regione. Quanti debiti stiamo (stanno) scaricando sulle future generazioni? Quanto possiamo ancora indebitarci (prima di finire come la Grecia)? Quando (in che mese del 2011) si esaurirà la disponibilità di cassa della regione (e dunque si bloccheranno i pagamenti a dipendenti, imprese, creditori)?