myNews.iT - Per spazio Pubblicitario chiama il 393.5496623

Quale enorme differenza dai nostri nuovi eroi e capi popolo politici che si sentono investiti di potere ed arroganza promuovendo una serie di iniziative per sovvertire i nostri moderni Viceré, sindaci, politici di opposte fazioni, semplici avversari che non la pensano allo stesso modo! E si possono chiamare Grillo, Di Battista, Di Maio o semplicemente, prendono il nome di Michele da Capua, Antoniuccio ‘u Barése, Gennaro ‘u Palatèse, a secondo della Regione d’appartenenza.
Questa è stata, da sempre, la caratteristica dei piccoli partiti nati tra la fine del ’60 e gli inizi degli anni ’70, alla sinistra del PCI, dal PSIUP, al PDUP, da Lotta Continua a Potere Operaio. Avevano dei Masaniello molto più preparati e politicizzati che andavano da Toni Negri a Oreste Scalzone allo stesso Mario Capanna. Nascevano e morivano nel giro di pochi anni. Anche se avevano in seno questi grossi nomi, personaggi che poi continueranno, per breve tempo, a fare politica nei partiti istituzionali. Oggi è la volta dei PENTASTELLATI che al posto di un capopopolo povero e sfortunato hanno un capocomico ricco e arrogante.
TERMOLI DECIDE, 5 STELLE TERMOLI, TERMOLI…CHE FARNE (questo sarà il nuovo Movimento politico con a capo un nuovo Masaniello), sono e saranno tutti partitini che lasciano il tempo che trovano. É questo il modo di fare politica? Contestando tutto e tutti per il solo gusto di opporsi al potere? Rifiutando il progresso solo per il gusto di farlo?. Significa spararsi nei gabbasisi, come direbbe Camilleri e fare la fine di TANTI PAESI CHE NON HANNO E NON POTRANNO MAI AVERE LE POSSIBILITÀ CHE HA IL “NOSTRO”.
E allora? Rinfoderiamo… “quelli di prima” e cominciamo a pensare che se abbiamo avuto la benevolenza geografica di aver il mare e la collina, il porto e la ferrovia, la spiaggia Nord e la spiaggia Sud, non buttiamo tutto in pasto ad avventurieri! Cerchiamo di costruire una città che sia di terra e di mare, di turismo e di commercio dove i nostri figli e i figli dei nostri figli possano dire in futuro: “Non si è perso tempo quando a Termoli regnava Re bomba!”. Un “sovrano” che voleva un paese sempre all’avanguardia, intelligente e competitivo rispetto a tutti gli altri della Regione. Nessuno dirà più che il Molise è a Sud dell’Abruzzo o a Nord della Puglia ma che la scissione del 1963 dai cugini abruzzesi ha partorito personaggi che hanno i “cosiddetti” al posto giusto e una testa pensante.
Bisogna perseguire una politica diversa: quella del “Fare” del “Cambiare” del “Progredire”. Lasciando al suo posto ciò che di “sacro” la nostra storia ci ha regalato, bisogna guardare avanti per creare una città più “moderna”, più “vivibile” con tutte le possibili ed attuabili modernità realizzabili per UN PAESE CHE VUOLE, FINALMENTE, SCRIVERE LA PROPPRIA STORIA CHE E’ ANCORA TUTTA DA SCRIVERE! E NOI NE SIAMO GLI ATTORI!
Solo così potremo sapere se i vari Masaniello moderni hanno ragione e SCOPRIRE SE IL MOLISE ESISTE NELLA SUA NATURALE ACCEZIONE GEOGRAFICA E STORICA: UN PAESE dove la collina, la montagna e il mare si fondono insieme e si completano in una localizzazione assegnatagli DA MADRE NATURA: AL CENTRO D’ITALIA E… CON VISTA MARE!
Saverio Metere