Domenico Palazzo (Europa Verde) attacca sulla procedura d’infrazione: “Mancano programmazione e regole chiare, a pagare saranno i cittadini”.

TERMOLI – Di seguito riportiamo integralmente la nota diffusa da Domenico Palazzo, Consigliere federale di Europa Verde. Nel testo viene sollevata una dura critica nei confronti della Regione Molise per la gestione della Rete Natura 2000. L’esponente dei Verdi denuncia oltre un decennio di immobilismo istituzionale e la mancanza di Piani di Gestione efficaci, sottolineando come la procedura di infrazione europea sia ancora aperta e rischi di trasformarsi in pesanti sanzioni economiche per il Paese e, di conseguenza, per i cittadini molisani.
«Natura 2000: dieci anni persi, il Molise rischia sanzioni UE per l’inerzia della Regione
La procedura di infrazione europea sulla Rete Natura 2000 è ancora aperta. Non è un dettaglio tecnico, ma un fatto politico grave che le istituzioni regionali continuano a minimizzare.
Da oltre dieci anni la Regione Molise è consapevole delle contestazioni mosse dall’Unione Europea sulla gestione dei siti protetti. Dieci anni nei quali non è stata costruita alcuna programmazione seria, organica e sistemica capace di mettere il territorio al riparo da sanzioni e, soprattutto, di tutelare davvero l’ambiente.
Per capirci: l’Europa non chiede carta, chiede scelte. Chiede che nei territori protetti ci siano regole chiare, che dicano cosa si può fare e cosa no, che difendano habitat e specie e che siano fatte rispettare. In Molise, invece, si è scelto di rimandare, di tamponare, di produrre documenti senza incidere sulla realtà.
La delibera regionale del 31 marzo 2022 è l’ennesima dimostrazione di questo approccio fallimentare. Di fronte a una procedura di infrazione ancora aperta, la Regione ha risposto aggiornando formulari e riscrivendo obiettivi sulla carta, rinunciando di fatto a strumenti fondamentali come i Piani di Gestione. Tradotto per i cittadini: si descrive il problema, ma non si decide come risolverlo.
Nel frattempo sono passati altri quattro anni e i siti Natura 2000 non hanno indirizzi chiari, chi investe non sa quali limiti esistano davvero e il territorio continua a essere esposto a degrado, consumo di suolo e interventi incoerenti.
E mentre la Regione prende tempo, il conto rischia di arrivare. Perché quando l’Unione Europea commina una sanzione, non paga la Regione, ma paga il Paese. E a pagare, indirettamente, sono i cittadini. A questo si aggiunge una figuraccia istituzionale: un Molise che parla di ambiente, ma che non riesce a rispettare obblighi europei scaduti da anni.
C’è un punto che va detto senza giri di parole: la Regione Molise ha una responsabilità diretta di vigilanza e gestione dei siti Natura 2000. Non può scaricare colpe su altri livelli istituzionali, né nascondersi dietro consulenze universitarie o aggiornamenti tecnici.
Governare significa decidere, assumersi responsabilità e dare indirizzi chiari.
Dopo dieci anni di immobilismo, non servono più rattoppi. Serve una svolta politica che comprenda regole chiare e vincolanti, strumenti di gestione veri e soprattutto una strategia ambientale che non sia un adempimento imposto da Bruxelles, ma una scelta per il futuro del Molise.
Continuare così significa esporre il territorio a sanzioni, perdere credibilità e tradire una delle poche vere ricchezze che questa regione possiede: il suo patrimonio naturale.
Domenico Palazzo
Consigliere federale Europa Verde».















