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Termoli non è rientrata, è stata riammessa perché si è piegata. Certo, la nostra città si è piegata definitivamente alla logica della “nuova politica”, quella che ricorda il peggior clientelismo, oggi in versione 2.0. Una classe politica, nemmeno nuova, arrogante e rozza, che odia sia il pluralismo che il confronto. Le poche idee che questi hanno di Termoli sono ben note proprio per la bassissima considerazione che hanno del territorio e per come, quando gli è stato possibile, hanno tentato di svenderlo. Gli esempi non mancano, dall’eolico alla questione Gran Manze, dalle Chimiche allo Zuccherificio.
E la musica non può cambiare, se il loro approccio è quello da “struzzo” messo in campo con la questione Momentive. Il nuovo direttivo, che il nostro sindaco si onora di presiedere, è in perfetta continuità con il passato. Anzi, è lo stesso (ma, forse, non ancora glielo hanno comunicato) consesso inutile e costoso, che ha fin ora assistito inerme al collasso del tessuto produttivo del nostro nucleo industriale, dove decine di aziende hanno chiuso i battenti nella più totale indifferenza.
Il Cosib, secondo statuto, è un ente pubblico economico che ha lo scopo “di favorire le condizioni necessarie per lo sviluppo, armonico ed ordinato, delle attività produttive nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio e dei servizi, all’interno del nucleo industriale”, nonostante queste preziose attribuzioni, esso fin ora ha rappresentato solo un inutile centro di costo.
Il motivo è semplice: manca terribilmente un’attività di programmazione, un’idea di sviluppo compatibile con le esigenze del territorio, senza la quale ogni manovra o decisione risulta estemporanea e alla mercé di logiche puramente speculative. La NOSTRA idea, da sempre avallata da decine di associazioni e comitati, è che la la nostra terra meriti ben altro, che abbia altre vocazioni sulle quali puntare (turismo ed agroalimentare in primis) e che comunque anche le attività produttive esistenti, come i nuovi insediamenti industriali, debbano essere compatibili con un nuovo concetto di sviluppo, quello che pone come obiettivo fondamentale il miglioramento delle nostre condizioni di vita, la qualità dell’acqua, dell’aria e del cibo, quelle condizioni essenziali che consentono a ciascun individuo di condurre una vita serena. Tutto questo è possibile a patto che lo si voglia, che ci sia la volontà POLITICA di cambiare rotta. Scelte di buon senso che solo amministratori onesti e disinteressati potrebbero compiere.
Purtroppo la nostra amara realtà è ben diversa, caratterizzata dalla più becera approssimazione. Diciamocela tutta, a questi non importa nulla del Cosib. Pur volendo non saprebbero nemmeno da dove iniziare, altro che “cercare nuovi mercati”! Infatti, negli ultimi anni non hanno avuto scrupoli a sacrificare la nostra città e il suo ruolo imprescindibile, che da faro e traino dell’area, è diventata oggetto di scorribande da parte delle tribù dell’interno. Il culmine è stato proprio quello che ha portato alla caduta della giunta precedente, con il mercato delle vacche che ha visto miserie umane con armenti e masserizie spostarsi e traslocare verso nuovi pascoli. Di idee e menti nemmeno l’ombra. Son sempre gli stessi che si offrono al ribasso. Complimenti Avvocato, Sindaco, Presidente. E’ perfettamente chiaro l’intento di chi oggi…. sta relegando il bene comune a.. mercimonio.