Simone Coscia di Partecipazione Democratica

TERMOLI – Dopo oltre un anno di silenzio il congresso è stato indetto nel giro di pochissimi giorni all’insaputa di molti iscritti senza alcuna discussione sulle prospettive politiche, su contenuti e idee per la città. Indetto oltretutto in un momento molto delicato per l’emergenza sanitaria in corso in cui ben altre sono le priorità e le preoccupazioni dei cittadini.

Partecipazione Democratica ha formalmente chiesto di rimandare il voto e dare spazio a uno o più incontri preparatori per confrontarci e per ascoltare le opinioni di iscritti e simpatizzanti, da tenersi anche in videoconferenza per permettere la massima partecipazione.

A nostro giudizio anche a Termoli il PD deve cambiare passo, guardare al futuro e porre le basi per una coalizione allargata ad associazioni, gruppi civici e movimenti così come si sta facendo nel resto d’Italia e nello spirito della rinnovata segreteria di Zingaretti.

Il PD di Termoli ha bisogno di ripartire con una proposta politica e con persone nuove.

Avremmo voluto discutere di tutto ciò in un congresso aperto e democratico, oppure in alternativa eleggere temporaneamente cariche di garanzia e avviare la discussione interna, invece si è preferito procedere con la massima fretta ignorando ogni richiesta di riflessione e dialogo.

Organizzato in questi termini il congresso non è più il luogo dove tutti possano contribuire, ascoltare posizioni diverse e scegliere democraticamente chi eleggere, ma si trasforma nel solito deprimente rito dei pacchetti di tessere con l’unico obiettivo di convertire l’attuale commissario, o un suo fedelissimo, in segretario.

Partecipazione Democratica crede profondamente nell’importanza del Partito Democratico per il futuro dell’Italia e come cardine del centrosinistra, e per questo continuiamo ad impegnarci affinché anche in Molise il PD assuma il ruolo e le posizioni politiche che ha nel resto del paese.

A Termoli però non possiamo fare altro che denunciare la situazione non partecipando a questa messa in scena.

Partecipazione Democratica