Enzo Gallo e Aldo Camporeale
Enzo Gallo e Aldo Camporeale autori del libro: Quando il Molise fermò il Nucleare

TERMOLI – Una manifestazione di oltre 7 mila persone a Termoli bloccò la realizzazione nella città adriatica di una centrale nucleare. Era il 2 dicembre del 1978. I termolesi ed i molisani tutti scesero in piazza per dire un forte “no” all’impianto. Fermarono il nucleare non solo in città ma in Italia. Oggi, quell’evento conosciuto da pochi, è diventato un libro intitolato:“Quando il Molise fermò il nucleare. Quarant’anni di lotte per l’ambiente a Termoli e nel Basso Molise”.

A scriverlo, due termolesi che presero parte a quello storico corteo: Aldo Camporeale, docente di agronomia ed estimo, consigliere comunale per 15 anni per il Partito socialista ed Enzo Gallo sindacalista nonché segretario del Psi.

Il libro, edito da Solfanelli, racconta l’intera battaglia “combattuta” dalla popolazione e ricostruisce in maniera minuziosa il periodo storico italiano. Rappresenta la memoria storica da consegnare alle nuove generazioni su quanto accadde a Termoli e di come la popolazione mise in atto una “rivoluzione gentile” sulla scia di quella del 1974 del Portogallo.

“Gli anni ’70 ci hanno visto fra i promotori e gli organizzatori della battaglia contro le centrali nucleari che si volevano costruire in Molise e sicuramente, più di altri, conserviamo memoria di quella straordinaria pagina di storia vissuta nella nostra regione – dichiarano Camporeale e Gallo -. Si tratta di un evento certamente sconosciuto o dimenticato da molti. Abbiamo, così, raccolto testimonianze e documenti per permettere a tutti, in particolare a quanti non l’hanno vissuto, di conoscerlo per capirne l’importanza. Virginio Bettini realizzò un servizio per la Radio della Svizzera Italiana ma quanto accaduto finì sulle reti nazionali”.

Il piano del Governo prevedeva la costruzione di due centrali, una nel Lazio la cui Regione diede il via libera ed una seconda in Molise, tra Termoli e Campomarino che si schierò contro. “Il Molise rappresentò il tallone d’Achille del Piano energetico nazionale. Si era trasformato nel granello di sabbia che riuscì a bloccare un meccanismo molto complesso”.