
Sarebbe utile comprendere la posizione del PDL del Molise in riferimento a fatti precisi come questi che si aggiungono alla bocciatura del piano di rientro del deficit della sanità, alla chiusura della Scuola Allievi di Polizia di Campobasso e ai ritardi nell’assegnazione dei fondi FAS e delle Delibere CIPE o la mancata rateizzazione dei contributi previdenziali connessi al post-terremoto per Enti e Dipendenti Pubblici.
La scarsa consistenza demografica del Molise mette a repentaglio la sopravvivenza istituzionale della Regione in una stagione dominata più dai ragionieri che dalla politica, ma la questione va posta e affrontata in chiave organica e non per spoliazioni progressive. O passa la proposta più volte formulata dal Presidente della Giunta di un trattamento più da regione a statuto speciale che ordinario con i connessi vantaggi in termini di riparto di spesa, oppure non si pone solo la questione della soppressione della Provincia di Isernia bensì il superamento dell’autonomia regionale in linea col disposto previsto dall’art. 132 della Costituzione Italiana. L’unica cosa che non serve è urlare in Molise per tacere a Roma.