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Isernia
Isernia
ROMA _ Il Presidente della Commissione Affari Istituzionali della Camera dei Deputati , On. Donato BRUNO del PDL in sede di esame del disegno di legge sul Codice delle Autonomie Locali, ha presentato un emendamento approvato col voto contrario dei partiti di opposizione sull’abolizione delle province sotto i 200 mila abitanti corretto da un Sub-Emendamento dell’On. LORENZIN sempre del PDL che riduce il numero a 150 mila abitanti con alcuni correttivi per le aree montane. Grazie al Sub-Emendamento probabilmente si salveranno le province di Biella, di Verbania-Ossola e di Crotone, nel mentre sparirebbero Vercelli, Isernia, Fermo e Vibo Valentia. L’atteggiamento del PDL e della LEGA NORD è nitido e con la crisi finanziaria in atto si colpiscono i dipendenti pubblici, le donne, i giovani, la scuola, la sanità e le aree meridionali.

Sarebbe utile comprendere la posizione del PDL del Molise in riferimento a fatti precisi come questi che si aggiungono alla bocciatura del piano di rientro del deficit della sanità, alla chiusura della Scuola Allievi di Polizia di Campobasso e ai ritardi nell’assegnazione dei fondi FAS e delle Delibere CIPE o la mancata rateizzazione dei contributi previdenziali connessi al post-terremoto per Enti e Dipendenti Pubblici.

La scarsa consistenza demografica del Molise mette a repentaglio la sopravvivenza istituzionale della Regione in una stagione dominata più dai ragionieri che dalla politica, ma la questione va posta e affrontata in chiave organica e non per spoliazioni progressive. O passa la proposta più volte formulata dal Presidente della Giunta di un trattamento più da regione a statuto speciale che ordinario con i connessi vantaggi in termini di riparto di spesa, oppure non si pone solo la questione della soppressione della Provincia di Isernia bensì il superamento dell’autonomia regionale in linea col disposto previsto dall’art. 132 della Costituzione Italiana. L’unica cosa che non serve è urlare in Molise per tacere a Roma.

Michele Petraroia