Evito di esprimermi sul comportamento – a dir poco sorprendente e poco rispettoso delle assemblee pubbliche – tenuto dal presidente, ma non posso che sottolineare l’assoluta assenza di una proposta risolutiva e, soprattutto, il perdurante rinvio di una soluzione comprensibile. L’unica strada da percorrere, torno a ribadirlo, era quella individuata da noi perché esiste, o meglio esisteva, un dato inconfutabile: quell’azienda non doveva fermarsi! Il costo pubblico della continuità produttiva sarebbe stato assolutamente ripagato dal rilancio dell’attività e dalla sicura partecipazione, a quel punto sì, di un qualche privato interessato.
Infatti, l’unico interlocutore dell’attuale Presidente – e ne esistevano di altri – ha dichiarato testualmente: “Non posso entrare in una attività produttiva perché la filiera non c’è più”. Non sarà semplice uscire da questa situazione ma la responsabilità è tutta, per intero, del Presidente Frattura, del suo governo regionale e della sua maggioranza. Come centrodestra, riprenderemo la questione facendo una nostra proposta, oggi molto più difficile di ieri, perché riteniamo che questa filiera agro-alimentare – anche in prospettiva di un mercato sempre più appetibile – sia indispensabile per la ripresa economica dell’intera area centrale del Molise. Mi auguro che il centrodestra in Consiglio regionale non firmi alcun documento insieme a Frattura e alla sua maggioranza se non dopo aver valutato, discusso e approfondito i termini del piano industriale – tra l’altro secretato – sulla base del quale si potrebbe tentare il rilancio.
Le promesse sull’ipotizzato pagamento degli arretrati, credo siano di difficile realizzazione soprattutto con un’azienda ferma: è indispensabile che ogni prospettiva di piano passi attraverso la disponibilità alla ricostituzione integrale della filiera. Nessuna cambiale in bianco, nessun documento demagogico è più possibile: per la ristrutturazione della Gam di Bojano non erano necessari più di due milioni di euro, come primo intervento; bisognava farlo senza interrompere quella continuità produttiva che, sul piano giuridico, avrebbe consentito di risolvere il problema degli arretrati. Questo disastro non sarebbe accaduto se a guidare la Regione Molise ci fossimo stati noi. Sen. Michele Iorio