Un Paese per Giovani è un’associazione senza scopo di lucro nata a Termoli, nel luglio 2012, con lo scopo di aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro attraverso un orientamento ed un accompagnamento personalizzato fino alla stipula del contratto di lavoro.
L’evento si è aperto con la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Gianfranco De Luca per procedere con il racconto dei progetti e delle esperienze messe in essere dalla Diocesi di Termoli Larino (oltre a Un Paese per Giovani saranno presentati anche il progetto Policoro, l’esperienza del Microcredito Senapa) per favorire lo sviluppo del lavoro nella nostra Regione.
E’ seguito un confronto con rappresentanti politici del Molise sui progetti attuati e in programma sul tema del lavoro, quali il recepimento del piano “Garanzia Giovani” e la “Programmazione Europea 2014-2020”, ipotizzando forme di coesione e di collaborazione in chiave sussidiaria tra sfera pubblica e privato sociale, per rendere più efficaci ed efficienti gli interventi in programma in tema di lavoro.
Tra i presenti il presidente del consiglio regionale, Vincenzo Niro, il sindaco di Termoli Angelo Sbrocca e diversi esponenti dell’amministrazione comunale tra
“Il Papa ha fatto vari interventi sul lavoro ma tre punti mi vengono immediatamente – ha detto il Vescovo De Luca durante il suo intervento -. Il primo punto è il patto per il lavoro dove tutti si devono mettere in gioco e questo porta alla creatività. Essere creativi, leggendo il territorio, lasciandosi ispirare dal territorio. Va promosso un patto sul lavoro sulle possibilità concrete di questo territorio, no su industrializzazioni selvagge, raccordando tutti gli aspetti. Questo richiede un tavolo non solo di politici. La politica deve mettersi in ascolto del civile, del sociale, di quello che accade. Il terzo punto è quello che ha detto ai giovani il Papa. Non è accettabile che ci siano giovani che nè studiano, nè lavorano. Questa è la morte della società. Qui in Molise, purtroppo, quelli che restano rischiano di essere giovani nè-nè. Ma può essere che questa terra così bella, così accogliente, così ricca di tradizioni, non sia un luogo dove ci possano essere giovani che fanno e-e: e studiano e lavorano. Quel nè-nè vorremmo tradurlo in e-e: e studio e lavoro“.