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Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra denuncia decenni di scelte urbanistiche scellerate e chiede ai cittadini molisani di reagire prima della prossima emergenza.

TERMOLI – Sicuramente il sentimento dominante in questo periodo tra coloro che vivono questo territorio bellissimo e sfortunato è una sensazione di rabbia impotente e di dolore profondo.

In questi giorni abbiamo assistito sgomenti allo sgretolamento materiale e spirituale della nostra terra, massacrata dall’incuria decennale e dalle scelte scellerate in materia di programmazione urbanistica e territoriale di chi ci ha amministrato, quale fosse lo schieramento di appartenenza ha poca importanza.

Abbiamo vissuto negli anni innumerevoli episodi di emergenza, ricordiamo solo l’alluvione del 2003; eppure siamo di nuovo qui a gemere e a maledire la natura e ad ascoltare mirabolanti promesse del governo nazionale, come da copione: dopo i disastri e mai prima.

E soprattutto chi ci amministra in questi decenni ha continuato, e continua, a promuovere e programmare uno sviluppo urbanistico fatto solo di cemento, e a consumare suolo come se non ci fosse un domani; e come se in particolare il nostro, di suolo, non fosse fragilissimo dal punto di vista idrogeologico.

Con una pertinacia che ha dell’incredibile: basti considerare le ultime lottizzazioni autorizzate a Rio Vivo, zona notoriamente ad altissimo rischio alluvionale, dove non si sarebbe mai dovuto costruire nulla, e dove invece non solo si è condonato l’esistente ma si continua a cementificare. E dove diventa normale l’evacuazione, come si è visto purtroppo giorni fa.

Chi ci ha amministrati e ci amministra ha ignorato sistematicamente i rapporti ISPRA sui fattori ambientali di rischio in Molise; ha vanificato la prevenzione anche grazie al progressivo alleggerimento della rigidità delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale; ha distrutto gli strumenti vincolanti della pianificazione urbanistica varando a livello regionale una versione del Piano Casa berlusconiano che era di gran lunga la peggiore d’Italia. E si prepara al bis di questo scempio, allegramente immemore della rovina che ci circonda.

E allora ecco che i sorvoli in elicottero, i visi sgomenti, i ministri che si inginocchiano ad esaminare la frana di Petacciato, le bacchette magiche promesse per il ritorno alla normalità — ma qual è la normalità del Molise? — non si possono proprio tollerare.

Dobbiamo dire basta a chi in questi decenni non ha letto i rapporti sulle frane censite e su quelle probabili, a chi ha ignorato i documenti tecnici indispensabili per difendere questa terra fragile, a chi non ha avuto voglia di ascoltare gli allarmi dei geologi molisani.

Sapete che in questi anni abbiamo — o meglio hanno — fatto costruire su 1.414 ettari in aree franose? Convenite che questa è follia, al limite della responsabilità penale, è giocare a dadi con la vita delle persone e con il futuro della nostra terra?

Dobbiamo tutti fare un esame di coscienza serio: noi cittadini, per i nostri silenzi e per aver subito senza protestare le scelte dei nostri decisori. Ma soprattutto chi in questi anni ha governato, forte del mantra tanto caro alla nostra Presidente del Consiglio e a tanti amministratori locali: «Mi hanno votato, e decido io.» O forse sarebbe più esatto dire chi non ha governato, non facendo prevenzione e ignorando i tanti segnali di pericolo che il territorio martoriato lanciava.

È ora di reagire, cittadini del Molise. Ora di chiedere conto senza lasciarci annebbiare dalle cortine fumogene di volti contriti, sopralluoghi scenografici sotto i riflettori, promesse di milioni per il dopo. Sempre dopo.

Ma non sarebbe meno costoso non arrivarci proprio, all’emergenza che sta diventando routine, qui da noi?

È ora soprattutto di cambiare paradigma e vita: di capire che questo modello di sviluppo energivoro e insostenibile va abbandonato, che non possiamo piegare la natura al profitto di pochi.

Come ha scritto magistralmente in questi giorni Paolo Pileri, ordinario di Pianificazione Territoriale e Ambientale del Politecnico di Torino — che abbiamo avuto la fortuna di avere più volte ospite a Termoli —: «La frana di Petacciato si è risvegliata. E i molisani quando si risvegliano?»

Il nostro tempo è ORA!
Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra