Il progetto Mef, le cui spese erano e sono a carico della Regione Molise a valere sul Fondo sanitario ordinario, prevedeva l’utilizzo di macchine validatrici da installare in ogni farmacia del Molise e avrebbe dovuto consentire, a monte, il controllo delle prescrizioni mediche per singolo paziente e, a valle, la validazione immediata del rimborso da riconoscere alla farmacia, evitando così truffe e raggiri operati da medici compiacenti. Dopo una prima fase per la realizzazione dell’infrastruttura per il centro elaborazione dati (hardware, software, connettività, sicurezza) e la realizzazione di 180 validatrici, da concedere in comodato d’uso a tutti i punti di erogazione del servizio per un costo superiore ai 4 milioni di Euro, si sarebbe dovuti giungere ad una seconda fase, della durata di 9 anni, per la gestione e la conduzione del sistema, per un costo annuo di gestione superiore ai 2 milioni di Euro. Solo alla scadenza dell’appalto, con il pagamento dell’ultimo canone di conduzione, le validatrici e il software sarebbero divenuti di proprietà della Regione. Il progetto pilota MEF, fortemente voluto dalla Regione Molise, doveva portare ad un consistente risparmio di denaro da riutilizzare e reinvestire.
In realtà ha prodotto solo un ulteriore spreco di liquidità pari ad oltre 4 milioni di euro (utilizzati praticamente a fondo perduto in questi anni e pagati dal contribuente) insieme al licenziamento di 14 dipendenti della Qei, la cui sorte è legata allo sblocco del contenzioso tra la Regione Molise e la ditta che non ha mai percepito il canone di conduzione previsto dal contratto e che, di conseguenza, non è stata messa in condizione di garantire i livelli occupazionali. Insomma, per farla breve, siamo dinanzi all’ennesimo utilizzo irresponsabile di denaro pubblico che va a gravare sulla già disastrata situazione sanitaria molisana, sul fondo sanitario nazionale e quindi sui cittadini tutti. Sarebbe il caso che, dopo l’on. Di Pietro e l’on. Gava, anche altri parlamentari, magari quelli molisani, decidessero, finalmente, di fare luce su questo scandalo trovando il tempo, tra un voto contro il taglio delle pensioni d’oro e l’altro, di portare la questione Progetto Mef in Senato! Cristiano Di Pietro, consigliere regionale IdV