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Io andrò a votare – per scelta democratica e di partecipazione – e voterò SI per scelta di indirizzo programmatico. Anche se la questione del voto è piuttosto limitata costituisce un’occasione importante per riflettere sul futuro energetico del nostro Paese.
Il futuro è:
– Il passaggio dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili
– L’efficienza energetica (in tutti i settori)
La mini e micro generazione diffusa (che dà tanto fastidio alle grandi lobby), l’accumulo energetico, il mix energetico, le reti intelligenti, le generazioni ad alto rendimento, l’aumento di efficienza non sono dei sogni irrealizzabili, ma tecnologie già operanti.
Il referendum è occasione per dare un’indicazione chiara su quale è il futuro che il Paese vuole. Anche l’occupazione, pensate alla contrapposizione che potrà esserci tra il numero dei lavoratori di una sola impresa che opera nelle fonti fossili in confronto al numero elevatissimo di persone che invece possono essere occupate in una gestione energetica locale e diffusa.
Il problema sono i grandi interessi economici che girano attorno al mondo fossile. Interessi miopi e rapaci, capaci utilizzare qualsiasi mezzo e argomento per i propri interessi immediati.
Il 17 aprile vai a votare è un tuo diritto e vota SI!
Paolo Marinucci