Il Capo Dipartimento della Protezione Civile e il Presidente Roberti valutano i danni da Civitacampomarano a Termoli. Avviata l’istruttoria per il Consiglio dei Ministri.

TERMOLI – Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e il Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, hanno effettuato un sopralluogo nelle zone del basso Molise colpite dall’ondata di maltempo, per valutare i danni e avviare il ripristino delle infrastrutture. Il quadro sul territorio è critico, soprattutto per la viabilità: numerose frane e il crollo di un ponte sul fiume Trigno hanno compromesso la circolazione su assi stradali fondamentali.
Il Presidente Francesco Roberti ha sottolineato il lavoro di squadra tra istituzioni locali: “I sindaci sono il baluardo dei territori. Abbiamo lavorato in sinergia, i primi cittadini, gli amministratori locali e le associazioni di volontariato. Ora partirà la conta dei danni e ci concentreremo sulla riapertura delle strade per garantire la mobilità, per poi avviare la fase di ricostruzione.”
Tra le priorità figurano la rimessa in funzione degli impianti idrici, dei depuratori, dei ponti e della rete viaria provinciale e comunale. Roberti ha poi aggiunto: “Il Molise ha bisogno di supporto. Interrompere la viabilità in questa regione significa spezzare un collegamento strategico tra Nord e Sud Italia. Il Governo si è mostrato disponibile a intervenire rapidamente, in particolare per la ricostruzione del ponte sulla statale.”
La prima tappa del sopralluogo ha riguardato il Comune di Civitacampomarano: lungo la SS157 è crollato un costone a monte della sede stradale; in località Macchie Vigna del Duca è stato compromesso l’impianto di depurazione; sul versante settentrionale dieci persone sono state evacuate, 28 seconde case interdette e la Chiesa di San Giorgio Martirechiusa in via precauzionale.
Successivamente, presso la Sala Consiliare del Comune di Termoli, Ciciliano ha fatto il punto sulla situazione:

“Allora, questa è una ricognizione che ho fatto su tutta quanta la dorsale Adriatica, ovviamente delle regioni Puglia, Molise e poi mi porto in Abruzzo. Abbiamo visto che questa importante perturbazione ha dato un po’ di problemi, seri problemi soprattutto alla viabilità. Fortunatamente anche in questo caso abbiamo registrato nessun ferito, eccettuato ovviamente il disperso che è in questo momento si sta cercando dal ponte della Strada Statale Adriatica sul fiume Trigno.
Ci sono dei danni, ovviamente importanti, come vi dicevo, ci sono delle frane, tante frane, fortunatamente non grandi, che però interrompono la viabilità. È un territorio fragile, questo già lo conosciamo, già lo sappiamo, non ci inventiamo niente di nuovo. Adesso si faranno i conteggi insieme ai tecnici per quelle che saranno le valutazioni da farsi per l’eventuale istruttoria per il Consiglio dei Ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza. La Regione Molise ha già prodotto una istanza in questo in questo senso. Il Dipartimento della Protezione Civile ha già risposto chiedendo in maniera più tecnica quelli che sono gli elementi per poter istruire nella migliore maniera possibile, nel più breve tempo possibile, per consentire poi al Consiglio dei Ministri di potersi esprimere.
Allora, in questo momento l’allerta meteo, come vedete, non c’è più. Ci sono delle allerte per l’impatto dell’acqua al suolo. C’è tantissima neve che si dovrà sciogliere e si scioglierà velocemente, perché ovviamente le temperature sono alte. Quella non è nient’altro che acqua che quindi dovrà dovrà scendere verso valle. Quindi l’attenzione deve rimanere ancora alta fino a quando ovviamente la neve non sarà sciolta e quindi tutti quanti i veicoli principali e secondari saranno tornati alla normalità.”
Sul monitoraggio della diga del Liscione, Ciciliano ha spiegato:
“Non soltanto della diga del Liscione, ma di tutte quante le dighe che sono della della della zona. La diga del Liscione ha avuto una particolare attenzione perché è arrivata a pochissimi centimetri, come si vede bene dallo sfioro. A un certo punto c’era il doppio della quantità d’acqua che entrava rispetto a quanto era la quantità massima che si potesse mandare via. E quindi ovviamente è stata particolarmente attenzionata. È stato utilizzato il piano di emergenza, come è giusto e normale che sia, con le evacuazioni preventive, come voi ben sapete. Anche questo è prevenzione, sistema di prevenzione della Protezione Civile. E fortunatamente, ovviamente, è smesso di piovere e quindi la diga del Liscione ci siamo passati adesso in sorvolo, è assolutamente in condizioni normali e il fiume Biferno anche.”
Sulla situazione del ponte sul fiume Trigno, visionato dall’alto, Ciciliano ha dichiarato:
“Beh, quella stessa che avete avuto modo di vedere voi. C’è una ampia porzione del ponte che è crollata sulla base della forza del fiume Trigno. E la criticità più importante in questo momento è proprio legata alla viabilità in questo importante asse stradale, non soltanto per l’Abruzzo e per il Molise, ma per l’intera dorsale Adriatica che congiunge, come sapete, il nord e il sud del paese di questo versante. Permettetemi però di ringraziare subito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché insieme alla concessionaria autostradale ha reso possibile l’utilizzo dei caselli gratuiti, così che la viabilità potesse essere anche se parzialmente ripristinata in senso di quantità di mezzi che potessero spostarsi da nord a sud e viceversa. C’è la Strada Statale 55 e il ponte che è stato riaperto, come sapete, sulla base di quelle che sono state le ulteriori valutazioni. Quindi il danno c’è, la viabilità è compromessa, fortunatamente non completamente, però bisogna agire in maniera rapida perché quello è un asse importante soprattutto per quanto riguarda ovviamente la stagione estiva che si sta affacciando.”
Sul possibile utilizzo dei ponti Bailey, Ciciliano ha chiarito:
“Allora, allora lo dico subito, i ponti Bailey, che sono i ponti militari che si muovono, allora, hanno due caratteristiche: devono essere brevi di lunghezza, e non è il caso del ponte sul Trigno, e soprattutto la capacità di trasporto, una capacità molto ridotta, perché bisogna passare una macchina per volta, piano piano, e quindi non sarebbe una soluzione per l’alta capacità.”
Sulle soluzioni alternative, Ciciliano ha aggiunto:
“Saranno prese le varie soluzioni, saranno ovviamente con i tecnici già al lavoro per lavorare insieme ai colleghi dell’ANAS e cercheremo di fare quanto prima possibile per ripristinare ovviamente entro qualche settimana/mese, perché ovviamente non è che, sapete perfettamente, è un’opera infrastrutturale importante, non è che si aspetta che tra due settimane il ponte sia rimesso in sesto. Chi dice questo, dice ovviamente una cosa che non corrisponde alla verità. Va fatto presto, senza fretta, ma va fatto presto.”
Sulla crisi idrica che ha lasciato diversi comuni senz’acqua potabile, Ciciliano ha concluso:
“Beh, questa è legata ovviamente al danneggiamento della rete infrastrutturale dei sottoservizi per la rete idrica. È ovvio che anche questo è attenzionato dal sistema di Protezione Civile della Regione. Si sta già realizzando un primo importante intervento di sostegno della Provincia di Chieti, che non è il Molise, però è indicativo del fatto che ci sono alcune realtà, alcuni comuni che hanno un danneggiamento anche della Provincia di Campobasso e di Isernia, ovviamente in questa direzione. In realtà sono stati danneggiati anche alcuni alvei e alcuni depuratori che attengono ovviamente al discorso delle acque fognarie e da mettere in campo anche una attività in questa direzione, perché è una cosa importante e quindi ci si lavora come siamo abituati a fare tutti i giorni, anche domani che è Pasqua per tutti, quindi auguri a voi e alle vostre famiglie, per noi un po’ meno, però l’importante è lavorare. La stima del danno adesso è assolutamente impossibile da fare. L’evento è pressoché in corso, quindi i tecnici del sistema regionale di Protezione Civile, che io voglio ringraziare, sono già al lavoro insieme ai colleghi del dipartimento per fare la valutazione quantitativa di quello che è il danno e soprattutto quello che è il ripristino che è più importante. Grazie.”
Il Presidente Roberti ha riconosciuto il lavoro del Sindaco di Termoli, Nico Balice: “Il sindaco di Termoli, Nico Balice, che finora è stato ancora a dover fronteggiare le difficoltà di un territorio fragile, quale quello del Basso Molise, ma che siamo riusciti veramente con un miracolo a far sì che non accadesse l’irreparabile. Gli eventi, lo voglio ricordare… L’evento del 2003 rispetto a questo del 2026 non è nemmeno paragonabile alla metà.”
Il Sindaco Nicola Balice ha tracciato il bilancio finale con un misto di sollievo e stanchezza, scusandosi per il ritardo:
“Devo chiedere scusa prima di tutto per il ritardo. Subito dopo pranzo sono stato a Rio Vivo perché c’era una signora di 94 anni che voleva assolutamente salutarmi e poi, bisogna essere sinceri e spontanei, sono completamente crollato. Sono tornato a casa, mi sono cambiato, sono crollato e non mi sono reso conto dell’orario. Quindi oggi, in questo momento, mi costituisco. Davvero ero stanchissimo.”
Sull’emergenza e sul lavoro dell’intera macchina comunale, Balice ha aggiunto: “Il presidente ha detto già tanto. Sono stati quattro giorni importanti. Vedo tante persone con cui ho condiviso tante ore in call conference. Vedo il colonnello Di Sangro, la dottoressa D’Alessandro, il questore. Vedo il comandante della Polizia Locale, il comandante dei Carabinieri, il comandante dei Vigili del Fuoco. Siamo stati con i sindaci, siamo stati qua 24 ore su 24 in contatto. C’è stata questa volta una collaborazione tra istituzioni davvero profonda. È andata così – ha proseguito Balice – perché le istituzioni, tutte, civili e militari, hanno funzionato insieme, all’unisono, seppur con dei confronti anche accesi, alle volte, soprattutto col sindaco di Petacciato (non so se c’è, però vabbè, la dico lo stesso). Esatto. È stato… ci sono stati dei confronti molto molto accesi e siamo riusciti sempre a trovare la quadra.”
Tirando le somme rispetto al 2003, il Sindaco Balice ha spiegato:
“Oggi possiamo dire che nonostante questo evento sia stato molto superiore a quello del 2003, non abbiamo visto elicotteri salvare operai negli opifici, non abbiamo visto mezzi anfibi a Rio Vivo salvare signore di 94 anni che oggi mi hanno dato tantissimi baci. Per cui possiamo dire di essere parzialmente soddisfatti. Parzialmente soddisfatti perché vorremmo che questi eventi non ci fossero. Purtroppo la natura è imprevedibile, purtroppo ci sono cose che non possiamo governare, quindi dobbiamo solo cercare di gestirle al meglio. E credo, è vero, comandante Cappella, siamo riusciti a gestirla al meglio. Per cui bravi a tutti, grazie ancora, grazie ancora a tutte le associazioni e a tutti i cittadini, all’amministrazione locale, a tutti coloro che ci sono stati vicini. Grazie perché siamo riusciti ad evitare il peggio e l’abbiamo fatto anche bene. Grazie ancora.”



































