Il progetto molisano, nato dall’inedita sinergia con il Comune di Macchiagodena, non supera l’ultima selezione del Ministero della Cultura. L’Amministrazione comunale ringrazia i collaboratori e guarda al futuro: un’esperienza preziosa che getta basi solide per i prossimi bandi.

TERMOLI – Non figura la città di Termoli tra le sette finaliste della “Capitale Italiana del Libro”. La città adriatica, avvalendosi del prezioso contributo del Comune di Macchiagodena, aveva elaborato un nuovo progetto basato sul dossier dal titolo: “Un filo invisibile che unisce il blu dell’Adriatico al cuore della montagna”.
Un’iniziativa che aveva unito due realtà, uguali e diverse, all’insegna della promozione della lettura. Per l’occasione erano stati realizzati un video illustrativo e una serie di iniziative volte a rafforzare la candidatura, ma il MIC (Ministero della Cultura) ha stabilito di ammettere alla fase finale le città di Chiaromonte, Iglesias, Monreale, Nuoro, Pomigliano d’Arco, Teramo e Treviso. Le finaliste saranno audite il 29 e 30 settembre a Roma per illustrare nuovamente i rispettivi dossier. Alla vincitrice sarà assegnato un contributo di 500mila euro, da investire in eventi, acquisto di libri e interventi strutturali per la promozione della lettura.
Il Sindaco di Termoli, Nicola Balice, e il vicesindaco e assessore a Cultura e Turismo, Michele Barile, appreso il verdetto, hanno inteso ringraziare il Comune di Macchiagodena – unitosi alla città costiera per la promozione culturale del territorio – e tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dell’iniziativa. Un percorso virtuoso che ha portato Termoli, Macchiagodena e l’intero Molise a competere con importanti centri italiani, i quali si contenderanno ora il titolo di “Capitale Italiana del Libro” 2027.
“Grazie – ha dichiarato il vicesindaco Michele Barile, coordinatore del progetto – a tutti coloro che hanno lavorato con passione alla stesura del dossier, ma soprattutto per aver creduto in questo progetto. Non abbiamo raggiunto l’obbiettivo, ma sicuramente quest’esperienza resta un valido esercizio di collaborazione che fornisce solide basi per riproporci nel bando Capitale Italiana del Libro previsto per il 2027”.














