saluteTERMOLI – Quella in corso è la settimana mondiale dedicata alla salute mentale; a Termoli si svolgerà la Giornata regionale sul tema, organizzata dalla Rete per la tutela della salute mentale, composta da utenti, associazioni, operatori dei tre Dipartimenti di Salute Mentale, cooperative. All’Hotel Meridiano, Venerdì 9 Ottobre, dalle 9 alle 13. Sarà l’occasione per riflettere su quanto la Rete va proponendo, compatta ed energica, alla Regione e alla ASReM. Dopo un omologo incontro, avvenuto il 12 giugno 2015 alle Cupolette, quello di Venerdì rappresenta un’ulteriore e incisiva occasione di incontro-dibattito con tutte le Istituzioni regionali, politiche, sanitarie e locali, per tutelare in maniera efficiente ed efficace la salute mentale in Regione.

Il gioco inevitabile di luci e di ombre ha consentito finora di rilevare punti di forza e criticità. Nonostante le carenze di risorse e di budget è stato possibile, per lo sforzo degli operatori e proprio per la concordia nella Rete,  assicurare prestazioni nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza Territoriale, sviluppare un equilibrato sistema  di assistenza psichiatrica pubblica e un minore ricorso a strutture extraregionali, tranne che per i casi che richiedono una programmazione ad hoc. Del resto, a parità di risorse, i tre Dipartimenti hanno dovuto far fronte alla recente chiusura degli  Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Inoltre, tra gli indicatori positivi di efficacia è stato riscontrato un tasso di trattamenti sanitari obbligatori inferiore alla media nazionale. Al tempo stesso sono presenti zone d’ombra, come la costante riduzione di budget e di personale,  che impediscono di attuare le potenzialità dei Centri di Salute Mentale. Molti contenuti della Legge Regionale 30 del 2202 e del relativo regolamento applicativo non sono mai stati soddisfatti, e sono state progressivamente disattese importanti forme di interventi terapeutici e riabilitativi.

Tali carenze richiedono un impegno da parte di tutte le Istituzioni, perché si raggiungano gli obiettivi che la Rete per la Salute Mentale molisana ritiene imprescindibili per la piena funzionalità dei CSM. Pertanto sono assolutamente da perseguire: un aumento progressivo del personale medico, infermieristico, psicologico, degli assistenti sociali, dei tecnici della riabilitazione e degli amministrativi;  lo sviluppo e l’integrazione dei servizi per il trattamento dei pazienti con disturbi alimentari, doppia diagnosi e con disturbi di personalità; la tutela più capillare della salute mentale nelle Carceri della Regione;  un aumento della quota del budget,  previsto come 5% dalle leggi, che invece in questo ultimo anno è stata del 2.5%; un riordino della residenzialità psichiatrica, con particolare attenzione agli aspetti di intensità, qualità, appropriatezza per meglio rispondere ai nuovi bisogni di salute; l’incremento delle possibilità di intervento dei tre Centri Diurni. Per ogni tema, la Rete ha proposte puntuali e articolate, che si prefiggono anche una razionalizzazione della spesa.

Ad esempio, per le strutture residenziali (quelle che prima venivano chiamate case-famiglia): per Campobasso è prevista 1 Comunità  destinata ai pazienti con Ritardo Mentale e gestita dal Distretto; ad Isernia una sarebbe destinata a pazienti con Disturbi del Comportamento Alimentare e una a quelli con Dipendenza da Alcol.

A Termoli si potrà solo prevedere un aumento del numero delle Comunità, a causa della penalizzazione che va avanti da 30 anni! Infatti tutto il Basso Molise può contare esclusivamente su una Comunità a 10 posti e una a 4 posti (peraltro quest’ultima prevede una ridotta presenza di operatori). Tutte queste riconversioni farebbero rientrare in Regione pazienti oggi ricoverati altrove, con costi enormi. Così come non è sufficiente il recente rifinanziamento (solo per un anno!) dei Centri socio-lavorativi: è fondamentale la messa a regime di tali programmi per l’inserimento lavorativo, come sperimentato con esiti positivi nel progetto specifico, che ha avuto riconoscimenti nazionali e l’inserimento in un articolato programma con l’ISFOL.

La Rete per la salute mentale propone con forza che si integrino diversi organismi, in modo da rendere effettiva l’attribuzione delle borse-lavoro, facendo ricorso ai “tutors” che accompagnano gli utenti in questo percorso. In definitiva, ancora al Meridiano si farà sentire con vigore la forza di una Rete che tra utenti, familiari, cooperative ed operatori può contare su almeno 20000 persone.