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Il Teatro Savoia
CAMPOBASSO _ Dopo l’applauditissimo concerto del grande Fred Bongusto che, per la prima volta della sua carriera, si è esibito sul prestigioso palcoscenico del Teatro Savoia, si apre martedi 10 e mercoledì 11 novembre, la terza stagione della Fondazione Teatro Savoia diretta da Fabio Poggiali, con “La Fortuna con la F maiuscola” di Eduardo De Filippo ed Antonio Curcio, interpretata da Luigi De Filippo, ormai riconosciuto come il più autorevole rappresentante del Teatro napoletano di grande tradizione. Una stagione teatrale di novità e di qualità per la Fondazione Teatro Savoia, “faro culturale” di Campobasso, che rappresenta sempre più un punto di riferimento per il Molise e che quest’anno ha fatto registrare il record di abbonati, oltre cinquecento. Il direttore artistico Fabio Poggiali esprimendo soddisfazioni per tali risultati e ringraziando il pubblico molisano, le Istituzioni e l’Università del Molise sottolinea come “nel cartellone sono ben cinque i testi di drammaturgia contemporanea assolutamente inediti che affrontano i temi chiave della contemporaneità, e particolare attenzione è stata riservata alla drammaturgia napoletana e alla memoria della storica famiglia De Filippo, che attraverso lo humour grottesco e amaro di Eduardo e la comicità esilarante e gagliarda di Peppino, hanno dato vita alla più celebre dinastia del teatro italiano del Novecento.

I due grandi attori continuano ancora oggi ad emozionarci, grazie alle versioni televisive delle loro commedie e agli allestimenti dei loro testi. I “figli d’arte”, Luca e Luigi, quest’anno sono entrambi eccezionalmente ospiti a Campobasso con due spettacoli di grande richiamo che impreziosiscono la stagione della Fondazione Teatro Savoia” Luigi De Filippo ripropone questa divertente commedia che nel 1942 fu uno dei più clamorosi successi del Teatro Umoristico dei celebri fratelli De Filippo. L’attore regista ricorda:

Questa commedia io l’ho vista nascere. Mio padre Peppino e mio zio Eduardo la recitarono per la prima volta al Teatro Quirino di Roma nel 1942 e fu un autentico trionfo. Avevo 12 anni e mi aggiravo fra le quinte e gli scenari in palcoscenico come affascinato ed incantato dalla magia della finzione scenica. Ero allora piuttosto chiuso di carattere e timido. Mio padre quindi per aiutarmi a guarire e a superare questa mia timidezza, mi disse: ‘Se questa sera entri in scena con gli altri attori, ti regalo cinque lire!’ Considerate che le cinque lire di allora erano una discreta cifra per un ragazzo. Io ci pensai su e poi decisi di accettare. E così, quella sera, entrai in scena con gli altri attori. Fu il mio debutto in Teatro. Mio padre, soddisfatto, mantenne la promessa e mi pagò le cinque lire! Oggi, dopo tanti anni, sono felice ed orgoglioso della mia carriera e di poter tornare al Teatro Quirino da protagonista di quella stessa commedia. E inoltre, oggi, mi pagano molto più di cinque lire!” Un trionfo personale di Eduardo e Peppino che ne furono i primi ed irripetibili interpreti. Ispirandosi alla lezione di un passato glorioso, oggi, con l’interpretazione e la regia di Luigi De Filippo, lo spettacolo torna a risplendere di luce nuova. Una messa in scena divertente ed umanissima che mette in risalto una delle caratteristiche più preziose del Teatro dei De Filippo: l’umorismo.

Umorismo che rappresenta la parte agra, la parte amara di una comicità tutta napoletana che ci diverte e ci appassiona facendoci sorridere ma anche raccontandoci la fatica di vivere, attraverso un Teatro sempre attuale. A Luigi De Filippo va infatti il merito di rappresentare un classico del teatro napoletano senza perdere di vista i tempi difficili in cui viviamo. Rileggendo il passato l’artista sottolinea l’amarezza di una città, e di un intero paese, che ha rinunciato alla sua matrice ironica e solare per naufragare nel deserto della leggerezza.