
Valente è rinchiuso nel carcere di Larino dove oggi sarà visitato dal suo avvocato di fiducia, il penalista Giuseppe Mileti. I provvedimenti restrittivi a carico delle 4 persone sono stati predisposti dal gip del tribunale di Roma Massimo Battistini. Le indagini, conclusesi in parte oggi da parte dei militari agli ordini del Colonnello Sergio De Caprio sono state avviate dalla Dda dell’Aquila nel 2010 quando erano emersi alcuni dei nomi degli imprenditori arrestati oggi tra i soggetti che, in vario modo, erano risultati come interessati all’esecuzione di lavori edili durante la prima fase del post-sisma del 2009 in Abruzzo.
In particolare, investigatori del Noe di Pescara che stavano indagando sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione di L’Aquila ed altri comuni colpiti dal terremoto avevano individuato alcuni imprenditori che erano stati avvicinati da Pileri per effettuare investimenti in Romania. La Procura aquilana, poco prima del sisma, aveva già sequestrato alcuni beni immobiliari che erano stati acquistati in Abruzzo con capitali provenienti dal Tesoro di Ciancimino. Le indagini portavano i carabinieri a scoprire l’avvio di una compravendita della società di diritto rumeno Ecorec (gestore della discarica di Glina, la più grande d’Europa in attività) ad una holding lussemburghese.
Nel complesso, è stato accertato che gli indagati arrestati in questa occasione, con la regia di Massimo Ciancimino (non indagato in quanto già condannato per reato presupposto), erede del patrimonio dell’ex sindaco di Palermo condannato per mafia, stavano organizzando la vendita della società Ecorec per un importo ampiamente sottostimato di 60 milioni di euro, con l’intento di evitare eventuali confische disposte dall’autorità giudiziaria italiana che, alla ricerca dei capitali riferibili a Cosa Nostra, da circa 10 anni ha trovato tracce inequivocabili del reimpiego di una parte consistente del famoso Tesoro in Romania, investiti nel lucroso settore dei rifiuti. Questo è stato possibile grazie a Romano Tronci, ingegnere amico di antica data della famiglia Ciancimino, agli imprenditori Sergio Pileri e Victor Dombrovschi (ex generale dei servizi segreti) attivi in Romania, a Raffaele Valente, imprenditore edile prestanome – secondo l’accusa – di altri indagati.