Cerro al Volturno
Il Castello Pandone Nel Borgo Di Cerro Al Volturno in Molise

Dalla cialtroneria del Mondo politico Italiano urlata da Vincenzo De Luca, alla retorica di una ripresa grazie ai Borghi, ormai in odore di funerale.

CAMPOBASSO – Mai così calmo, mai così duro. Vincenzo De Luca, governatore della Campania, amante del nostro Molise, usa parole di fuoco contro il Governo ed i partiti che minano ogni giorno la democrazia e le attività democratiche ad essa connesse.

Spazia a tutto tondo e mai leggendo alcun foglio. Nel mirino del suo “bazooka“ il voto, presumibilmente a settembre , e gli Stati Generali organizzati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

«Dureranno 10 giorni come il Concilio Ecumenico di Nicea, convocato nel 325 dall’imperatore Costantino che voleva ristabilire l’unità dogmatica minata da varie dispute. Come quelle che in questo momento attraversano la maggioranza di Governo insomma».  

Siamo alla ricerca di astute mosse contro la libertà e la rappresentanza politica, quella vera, quella che ogni giorno si impegna “con i fatti“ e non con spot e ciak cinematografici anticipati da camerini per il trucco di scena. Incredibile come il PD, il suo PD sia in sintonia con gravi difformità gravanti e pesanti come il “Mondo sulle spalle” che non è solo un bel film , realistico e senza mezzi termini, specchio della realtà. Un film che parla di licenziamenti, della storia di Enrico Muscia, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, divenuto poi padrone dell’azienda che lo aveva cacciato.

Qui chi è stato cacciato senza mezzi termini è l’uomo e con lui la politica e la responsabilità di decidere non per se stessi ma per il popolo. Urla contro la decisione di far votare per le regionali, comunali e referendum sul taglio dei parlamentari a settembre, il 20 settembre. «Le scuole che dovrebbero riaprire per poi chiuderle e riaprile per richiuderle ancora in caso di ballottaggi, siamo pazzi. Spero si ripensi almeno alla riapertura posticipandola» tuona senza mezzi termini. «In un paese civile e responsabile si scatenerebbe la rivolta. Si sta consumando uno scandalo di proporzioni enorme», continua senza alterarsi ma con un piglio decisamente forte e deciso. Una iattura che penalizzerà ancor più i piccoli centri, le zona interne che già vivono difficoltà e decentramenti che non trovano soluzioni al di la delle parole e di proclami di grande apprezzamento per sostenibilità e qualità della vita.

Palle “ verrebbe da dire alla De Luca. I piccoli centri sono già nelle bara da tanto tempo e, aspettano solo di essere accompagnati dai volti pieni di pianto, al cimitero. Ogni tanto una ventata di ossigeno e poi solo veleno e, ad altissimo potenziale, per una morte istantanea. Prima una legge sui piccoli comuni che , dopo 17 anni di discussioni, viene stravolta ed approvata senza fondi sufficienti ad offrire neanche un gelato al bar ad ogni abitante.

Subito dopo, a firma 5 stelle e di un sottosegretario, sempre 5 stelle con l’aggravante di essere del sud , di Taranto, una proposta che taglia i fondi per le aree interne disponendo le somme verso il Nord padrone dell’economia Italiana a discapito proprio di un sud che decantato viene sistematicamente e da tutti, bocciato. Chi paga per queste scelte incredibilmente poste a dividere e non ad unire una nazione già di per se divisa culturalmente? La risposta è di semplice formulazione: Il Popolo, Il Sud, le aree interne, i piccoli borghi.

Il Molise è un piccolo borgo e da anni vede la sua economia incentrata su 3 aree geografiche che fanno capo a Venafro, Termoli e Campobasso. Il resto è praticamente fuori dai giochi. 

Il Ministro dei Beni Culturali dichiara di voler puntare  ad un turismo di livello internazionale proponendo, solo a chiacchere, un piano di rilancio dei borghi appenninici, purtroppo abbandonati o trascurati mediante incentivi per hotel diffusi, cammini ciclabili, ferrovie storiche, cibo, natura, arte. Un modo di offrire turismo esperienziale, quella possibilità di vivere all’italiana che tutti nel mondo sognano.

Le parole alte e nazionalpopolari del Ministro, quasi quasi sembra incensare il merito alla resilienza. Invero, nel guardar negli occhi la realtà più nuda e cruda la visione appare senza dubbio un’altra. Le aree interne non ce l’hanno fatta. L’isolamento, la vocazione agricola, il depauperamento delle tradizioni e dell’emarginazione della figura dell’uomo, sono e saranno atavicamente e nel futuro, vincitori e gli uomini e donne resilienti, saranno li a patire la sconfitta, l’ennesima sconfitta. Si sproloquia sul digitale ma i grandi investimenti godono del despotismo cittadino come lo è per ogni servizio pubblico.

Sarà, se sarà solo una vita per ricchi che nel portar con se bagagli di seta e auto di lusso, protervamente colonizzeranno i poveri e gli emarginati. L’emarginazione e la speculazione farà da padrona. Si acquisteranno interi borghi, lasciati a se stessi, nel ricordare la mancata messa in sicurezza post terremoti ed il rischio di nuovi, nel silenzio di una vita che ha cessato di essere ed ha dovuto ricostruirsi altrove tipo di aiuto per ripartire. Nuovi colonizzatori e nuovi coloni costretti a subire l’incidenza di una ricchezza non al pari dei luoghi da rivivere.

I borghi diventeranno le dimore per ricconi che della tradizione e della vita vissuta, quella reale, non importa proprio nulla. Tutto scomparirà e nessuno potrà fermare la morte mascherata da sorrisi e champagne di alto borgo. Solo paroloni e uscite senza sorrisi pieni. Ogni volta che si vuol centralizzare attenzioni, la politica parla di Borghi, dei tesori e della possibilità e, di punto si riscopre il miracolo del paese a trazione turistica. Chi vive nei borghi sa bene cosa significhi e, per i più la ricetta è l’hotel diffuso.

Retorica e solo retorica. Speculazione, come si diceva e, per lo più a costi irrisori. Si ristabilisce la gradevolezza dell’occhio e si depaupera il sub strato umano.

Corvara e Santo Stefano di Sessanio sono la sintesi. Dal 2017 tutti i lavoratori impiegati nell’Hotel Diffuso “ Sextantio “ , creatura dell’amico Daniel Kihlgren, sono rimasti a casa per la scarsità di turisti. C’è chi per interessi morali o di altra natura, asserisce il contrario ma, fatevi un giro e parlate con chi è ancora li a sperare di non dover riprendere la valigia di cartone riposta in armadi pieni di muffa e ragnatele nel tempo che non è andato avanti e ha fermato le lancette degli orologi ad usanze e luoghi magici. Presto in rete le interviste con i volti di chi è rimasto con la speranza dell’Hotel Diffuso.

Occorre sostegno, vero aiuto, pianificazione e soprattutto, progetti per sospendere il tempo e ridar corpo all’unicità di quei luoghi. Il Turismo internazionale con grande capacità di spesa da investimenti poco mirati e mal coordinati, lasciamola al Ministro ed ad una politica che non ha davvero le idee chiare e presa da altri pensieri.

Non sono certo momenti facili ma, a dir il vero, non lo sono mai stati. Si pensa ad un mega “Stati Generali “ che andrà solo a disporre altro tempo al tempo già passato e perso. Proposte e non Proteste e slogan di partito o di convenienza.

Il tempo è scaduto, la morte è ormai alla porta e, non vorremmo vedere passare tra le sue aperture altre bare che non avranno nomi e cognomi ma solo l’Italia e di specie il suo grande Sud. 

Borghi d’Eccellenza